Sgomberato il "bronx" di via Anelli a Padova

Chiuso tra le polemiche il bronx di Padova. Anche l'ultimo stabile di via Anelli, il civico 29, è stato sgomberato. L'Amministrazione comunale offre 30mila euro massimo per dare un alloggio agli sfollati

Padova - E' stato chiuso tra le polemiche il bronx di Padova, il ghetto di via Anelli. Si spengono così i riflettori sull’area divenuta famosa per i feroci episodi di guerriglia urbana ed il mitizzato "muro antispaccio". Barriera che doveva dividere il "bubbone" delle palazzine del complesso Serenissima dalle altre case del quartiere Stanga, costretto a convivere con il mondo degli spacciatori e delle prostitute. Il muro però è diventato l’emblema della difficoltà di approntare efficaci politiche di integrazione, con la mano ferma verso la criminalità dei clandestini.

Le ultime polemiche Anche oggi, all’atto finale della vicenda di via Anelli, la chiusura dell’ultima palazzina degradata, il civico 29, non sono mancate le polemiche. Il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, giunto a Padova per "festeggiare la chiusura del ghetto" è stato accolto dalla contestazione dei militanti di An, che del caso via Anelli hanno fatto un’arma dello scontro politico con l’amministrazione guidata dal diessino Flavio Zanonato. Inno di Mameli a tutto volume all’arrivo del ministro e da un megafono l’arringa del deputato Filippo Ascierto per contestare le scelte del Governo in materia di sicurezza sociale. Ferrero ha subito replicato: "Credo che ci sia una destra fascistoide in Italia che lavora sperando che le situazioni marciscano, per lucrare qualche voto, alimentando la paura delle persone". E ha aggiunto: "Noi siamo interessati a un’altra strada: vogliamo risolvere i problemi in modo che nessuno debba prendere voti sul razzismo e sulle paure". Per Ferrero, invece , l’esperienza di Padova "è da prendere ad esempio perché dimostra che i ghetti possono essere superati e le persone integrate nel territorio grazie a politiche coraggiose e al lavoro prezioso dei servizi sociali e dei mediatori culturali".

La chiusura del ghetto Sicuramente anche grazie allo sforzo straordinario delle forze dell’ordine, che dall’aprile 2006 in quest’area hanno compiuto 34 blitz, con 1571 persone accompagnate in Questura, 225 arresti per violazione della legge sull’immigrazione, 80 per stupefacenti, 304 decreti di esplusione eseguiti. Oggi però Padova ha cambiato pagina. Gli operai del Comune e dell’Ater sono arrivati di buon mattino al civico 29, l’ultimo dei sei palazzi da sgomberare. C’erano ancora una ventina di famiglie, immigrati regolari che come gli altri 600 abitanti dei cinque edifici già chiusi da marzo 2005 ad ora saranno sistemati in alloggi degni di questo nome, case pubbliche all’interno della città. Ora si attende un piano di completo recupero della zona. Ma prima il Comune dovrà trovare un accordo per l’acquisto dei 178 appartamenti del complesso ancora di proprietà privata.

30mila euro per un alloggio L’amministrazione ha offerto 30mila euro massimo per alloggio (sono mini da 28 metri quadri); i proprietari cercano l’ultimo affare, fa capire l’assessore alla casa, Daniela Ruffini (Prc), e chiedono di più. Intanto il muro antispaccio resta dov’è. Anzi si sta pensando di realizzare intorno ai palazzoni di via Anelli una nuova recinzione, tipo "orso grill": una rete metallica a maglie strette, alta tre metri, lunga più di 300, che corra lungo il perimetro del complesso Serenissima impedendo a spacciatori e delinquenti di tornare ad infiltrarsi nell’area.