Sgombero inutile, l’Horus di nuovo occupato

LA PROPRIETÀ «Questo immobile appartiene a un privato e non è mai stato abbandonato»

Di nuovo okkupato. A meno di un mese dallo sgombero, i centri sociali si sono riappropriati dell’Horus, l’ex discoteca di piazza Sempione, a Montesacro, che per un anno era stata trasformata da un collettivo di sinistra in uno «spazio culturale» e dove lo scorso 21 ottobre, giorno del blitz delle forze dell’ordine, la polizia aveva sequestrato molotov e fumogeni. Ora ci risiamo. Come annunciato dai Blocchi precari metropolitani, ieri, dopo una sapiente opera di sensibilizzazione in tuttà la città (cominciata con la protesta durante l’inaugurazione del Festival del Cinema e culminata qualche giorno fa con l’occupazione lampo dell’ex cinema Quirinale), gli spazi dell’Horus sono stati presi in «custodia sociale da studenti, precarie, bambine, anziani, famiglie e migranti». La cronaca racconta un’altra storia. Quella di una cinquantina di persone che hanno assaltato la porta d’ingresso sfondandola con una sorta di ariete e facendo entrare nel locale un centinaio di persone. Operazione riuscita senza intoppi nonostante il vigilante privato che presidiava dal giorno dello sgombero l’ex discoteca avesse tempestivamente chiamato il 113. «Con questa azione vogliamo salvaguardare un “bene comune” da possibili nuove operazioni speculative in vista del tavolo di trattative con Regione, Provincia e Comune fissato per il prossimo 22 dicembre», rendono noto i Blocchi precari metropolitani. «Non si fanno così le trattative, non crediamo che ora ci siano i presupposti per un incontro», replica la proprietà dell’Horus, che ora aspetta di vedere quale sarà la risposta delle autorità. «Quella di ieri è stata un’irruzione violenta ed ora si è ricreata una diffusa situazione di illegalità», continuano i proprietari, che dal 1° giugno del 2007 hanno a che fare con le pretese dei centri sociali su questo immobile, un tempo cinema, poi riconvertito a sala biliardo dal gestore che negli anni lo ha trasformato in discoteca e locale per concerti pop-rock. «Questa l’“attività culturale” nel nome della quale sarà fatta la futura occupazione», spiegano. L’Horus cessa di essere una discoteca nel 2005, con il fallimento della società affittuaria, e dopo un lungo iter giudiziario i locali rientrano in possesso dei proprietari. Che in attesa del compimento della procedura fallimentare stipulano un contratto di affitto con una società interessata a realizzarvi un supermercato. Durante i lavori di ristrutturazione, però, il cantiere viene sequestrato per alcuni abusi e prima che i legali riescano ad ottenerne il dissequestro la giunta del IV municipio decide di destinare l’ex Horus a spazio per attività culturali. «Fatto alquanto insolito - sottolinea la proprietà - perché tale immobile appartiene a un privato e non è mai stato abbandonato». Curioso che nell’ottobre del 2007 il Comune avesse pensato di «acquistare l’immobile per 4,5 milioni di euro per destinarlo ad iniziative pubbliche» (in questi termini la giunta sottopose la questione all’esame del Consiglio, ndr). Peccato che nessuno avesse chiesto al proprietario se fosse intenzionato a vendere.