Sgombero alla Muratella, allontanati cento nomadi

All’alba di ieri è stato sgomberato il campo nomadi della Muratella, sorto abusivamente di fronte della stazione ferroviaria. L’operazione, decisa dal V dipartimento del Comune, si è svolta senza particolari problemi o incidenti, grazie anche al lavoro di convincimento e prevenzione fatto dai vigili urbani nei giorni scorsi.
Una trentina gli agenti della polizia municipale del XV gruppo, comandati da Cesarino Caioni, impiegati per portare a termine lo sgombero in modo regolare. Sono stati identificati un centinaio di nomadi di etnia rom, che abitavano all’interno di baracche in condizioni igieniche-sanitarie non dignitose. Tra di loro venti minorenni, i quali ora verranno presi in custodia dai servizi sociali del Campidoglio, intervenuti sul posto. Nel corso della mattinata, quando tutti gli abitanti dell’accampamento erano stati allontanati, sono state abbattute le baracche ed è cominciata la bonifica definitiva dell’area e la raccolta della montagna di rifiuti accumulati negli anni dagli abitanti del campo.
«Lo sgombero della stazione Muratella - commentanoFabrizio Santori, candidato al Comune per il Pdl, e Augusto Santori, candidato del Pdl al municipio XV - rappresenta senz’altro un passo fondamentale per restituire legalità, sicurezza e decoro alla zona Muratella e ai pendolari della stazione, ma ancora una volta si individua come un intervento tardivo e che troppi sacrifici ha provocato per la zona, anche perché enormi sono i quantitativi di immondizia che nel tempo sono stati depositati dai nomadi e che il Comune dovrà a proprie spese provvedere a pulire e bonificare. Ci auguriamo che nel tempo si provveda a pianificare gli sgomberi senza quel preavviso che permette purtroppo a tanti eventuali ricercati e abusivi di non poter essere individuati al momento dello sgombero stesso, altrimenti sarà difficile per le forze dell’ordine identificare realmente chi è recidivo».
Anche nel campo rom Casilino 900 sta proseguendo l’operazione di bonifica cominciata qualche giorno fa. Dopo il sequestro di una ventina di automezzi, ieri hanno cominciato a lavorare le ruspe: sono state abbattute una decina di baracche, dove alloggiavano 12 famiglie, altre ne saranno abbattute nei prossimi giorni, per un totale di 35. Questo per allargare il passaggio principale e favorire l’eventuale transito di autoambulanze e mezzi dei vigili del fuoco. L’amministrazione comunale ha provveduto a portare nel campo due roulotte per ospitare gli sgomberati. Una sistemazione di fortuna sarà ricavata in altre baracche vuote del campo. Ma qui al Casilino la tensione rimane alta: «Ormai da un mese siamo senza luce - lamenta Najo Adzovic, uno dei portavoce del campo - in più, dopo il sequestro delle nostre automobili, non abbiamo più i mezzi per andare a lavorare o per un’emergenza. I rom lamentano anche di non essere stati avvertiti dell’operazione di ieri.