Uno sgombero ogni due giorni Ma i rom tornano (quasi) sempre

Il vicesindaco attacca: «L’impegno dei vigili rischia di essere vanificato. Il governo deve applicare una chiara politica di programmazione dei flussi»

A volte ritornano. Anzi: quasi sempre. Nel caso dei rom sgomberati dai campi abusivi il copione è già scritto. La polizia «smonta le tende» e puntualmente se le ritrova allo stesso posto neanche una o due settimane dopo. E il braccio di ferro può ripetersi allo sfinimento, basti per tutti l’esempio eclatante di via Calchi Taeggi. Il 7 agosto del 2006 il primo sgombero, agli atti ne è stato registrato un altro il 21 agosto, poi esattamente una settimana dopo, un’altra operazione - stessa area - il 12 settembre e l’ultima lo scorso 12 gennaio. Cinque volte in cinque mesi. Tre sgomberi nell’arco di sette mesi invece in via Concilio Vaticano II (il più recente lo scorso 21 febbraio), tre in venti giorni in via Venosta. Stesso film in via De Lemene e in via Bisceglie, nell’area della stazione di San Cristoforo. Dati che non scoraggiano il Comune, si va avanti è l’imperativo del vicesindaco Riccardo De Corato. «Altro che immobilismo - replica a chi accusa Palazzo Marino e polizia locale di stare a braccia incrociate davanti all’emergenza rom -, i vigili sono costantemente impegnati contro gli insediamenti abusivi dei nomadi». Un super lavoro per gli agenti, «almeno uno sgombero ogni due giorni», fa il conto.
È lungo l’elenco dei tentativi per cacciare i rom da spazi occupati abusivamente. Basta citare via Novara, via Val Formazza, il parco di viale Fermi. Oppure la zona Bovisa, tra piazza Alfieri e via Cosenz e tra i binari e il Cavalcavia Bacula. O ancora: gli ex magazzini del teatro alla Scala di via Baldinucci, dove si accampano puntualmente gli zingari e l’area del ponte della Ghisolfa. Gli occhi dei vigili sono puntati e non si limitano certo a guardare.
Il problema, torna alla carica il vicesindaco, «è che questa gente anche una volta allontanata torna spesso a occupare gli stessi luoghi, provocando un estenuante circolo vizioso». In quindici mesi i vigili hanno eseguito ben 652 ispezioni e sgomberato 239 aree, «ma è alto il tasso di recidiva». De Corato difende dunque il lavoro «costante e meritevole» della polizia locale, ma puntualizza che l’impegno «rischia di essere vanificato». Il nodo della questione «si può sciogliere solo a livello governativo, se non si agisce con una chiara politica di controllo e programmazione dei flussi, ogni intervento risulta parziale». E al Comune «tocca pagare le conseguenze dell’apertura indiscriminata delle frontiere alla Romania».
Intanto, dopo le polemiche che hanno infiammato la discussione dentro e fuori dall’aula del consiglio comunale, venerdì prossimo a Palazzo Marino si tornerà a parlare della situazione nomadi a Milano, durante la Commissione Sicurezza, decentramento e aree cittadine. Presieduta guarda caso dal capogruppo del Carroccio Matteo Salvini, che con le ronde leghiste intorno ai campi rom ha scatenato per primo il dissenso tra sindaco e Cdl. «Auspico - afferma il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri - che sia un’occasione per poter confrontare le diverse posizioni nel merito e approfondire ulteriormente l’argomento nella sede istuzionale».