Uno sgombero troppo annunciato

Si è svolto ieri mattina lo sgombero dei circa 300 rom accampati da agosto sotto il viadotto della Magliana, all’altezza di via dell’Imbrecciato. I rom, quasi tutti di nazionalità romena, in maggioranza nuclei familiari con un centinaio di bambini, sono stati riconosciuti uno per uno dagli operatori del nucleo assistenza emarginati della polizia municipale e hanno lasciato l’insediamento per allontanarsi con le loro cose arrangiate sui carrelli del supermercato, i più fortunati su furgoni. «Avevamo previsto un programma di assistenza per questi nuclei - racconta un operatore della sala operativa sociale del V dipartimento del comune - ma, come accade abitualmente, non ne hanno usufruito allontanandosi autonomamente». Al termine delle operazione di riconoscimento e di sgombero, coordinate dalla polizia di Stato, l’insediamento, che si trova sotto il viadotto della Magliana all’altezza di via dell’Imbrecciato, è stato preso in consegna dall’ufficio tutela ambiente della polizia municipale che provvederà alla bonifica del luogo, alla demolizione delle baracche con il supporto di ruspe e alla recinzione del sito per evitare una nuova occupazione come accaduto lo scorso agosto. Critico sul modo in cui si sono svolte le operazioni il capogruppo della Provincia di Roma Piergiorgio Benvenuti: «È totalmente assurdo aver detto di un’operazione del genere facendo scappare chi non è in regola.
Non è questo il metodo di fare uno sgombero. Ora vogliamo sapere dove saranno sistemate queste persone. Poi, ultima cosa, vorrei sapere è che fine ha fatto l’assessore alla sicurezza della Provincia: anche noi avevamo finanziamenti per queste situazioni».