Sgomento per la genovese uccisa in Colombia

Sgomento e incredulità a Genova per l'omicidio di Maurizia Ascoli, la genovese di 51 anni ammazzata domenica scorsa a Cartagena, in Colombia, da un rapinatore nei pressi della spiaggia mentre passeggiava con il marito, Gian Battista Traverso, 75 anni, di Gavi. Lei era casalinga, appartenente a una famiglia benestante, lui è un noto commerciante a riposo.
L'uomo, titolare di un bar-pasticceria, aveva ceduto l'attività al fratello. I due, sposati da molto tempo, non avevano figli. Secondo quanto appreso dal fratello della vittima, Arturo Ascoli, i due si erano recati in Colombia, a Cartagena, per la seconda volta in alcuni mesi. Erano intenzionati a comprare un'abitazione nella località balneare colombiana. La Farnesina conferma quanto riportato dal giornale locale El Universal: i due sono stati rapinati da un uomo in moto che ha strappato la borsa alla donna. Lei ha opposto resistenza e il bandito ha esploso una serie di colpi contro di lei e contro l'uomo. Traverso è ora ricoverato in una clinica a Cartagena, assistito da personale medico dell'ambasciata italiana locale e dai medici della clinica. Le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.
La coppia stava insieme da una vita il loro amore era nato al mare, a Genova, quando lei aveva 17 anni. Poi la morte del padre per un tumore ai polmoni ed il desiderio di lei di non lasciare sola la mamma aveva visto questo amore continuare sotto forma di fidanzamento per molti anni. Al matrimonio ci erano arrivati quando Gianbattista, raggiunta l'età della pensione, aveva deciso di trasferirsi a vivere in pianta stabile a Genova.
Viaggiavano spesso - ricorda Agostina Ascoli, cugina di primo grado della vittima - . Mia cugina amava il sole, era estroversa, aveva molti amici. Non era la prima volta che partivano durante l'inverno, di solito stavano via 15-20 giorni».