Sgominata la banda dei «matrimoni»

Matrimoni fittizi tra italiani e nigeriani e finti contratti di lavoro. Erano queste le due specializzazioni di un’associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, ricettazione e falso che ieri è finita nella rete della squadra mobile. Gli agenti hanno eseguito infatti dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei italiani, tutti romani, e quattro nigeriani. Un ulteriore arresto è scattato verso un altro straniero per detenzione di sostanze stupefacenti. Altre sette persone, tra cui sei cittadini nigeriani, sono stati fermati nei mesi scorsi nel corso dell’indagine, coordinata dal pubblico ministero Andrea Mosca.
L’operazione «Luna di miele» aveva preso il via ad agosto quando in un appartamento in via del Fringuello, a Tor Tre Teste, era stata scoperta una sorta di base logistica, dove venivano conservati timbri, kit per contratti di soggiorno e materiale documentale utilizzato per la falsificazione. Secondo quanto accertato dagli investigatori, gli italiani finiti in manette erano gli organizzatori dell’associazione, perché si occupavano di contrarre i matrimoni fittizi tra nigeriani e italiani, redigevano falsi contratti di lavoro o cessioni di fabbricato. Il «capo» nigeriano, soprannominato Sonny, invece dirigeva l’organizzazione mettendo in contatto gli italiani con i connazionali per far ottenere loro illecitamente i permessi di soggiorno.
Un matrimonio «costava» dai duemila ai quattromila euro, mentre per un contratto di lavoro gli stranieri dovevano sborsare tra i 200 e i 700 euro. Il denaro ricavato veniva reinvestito nella droga e come «datori di lavoro» venivano forniti i nominativi di italiani tossicodipendenti, che in alcuni casi arrivavano ad avere anche 50 dipendenti stranieri.