Sgominata banda delle rapine era pronta a colpire 100 ville

In tutta Italia 112 arresti: albanesi, slavi e romeni Prima degli assalti, la cocaina li rendeva più violenti

Eleonora Barbieri

da Milano

Catturati con le armi in mano, le mitragliette con cui terrorizzavano le vittime delle loro rapine, tutte aggressioni violente, condotte dopo aver sniffato cocaina: sono soprattutto slavi, romeni e albanesi a essere finiti in manette in una operazione della polizia, portata avanti negli ultimi quattro giorni, che ha visto 112 arresti in tutta Italia e ha permesso di sventare i piani per un altro centinaio di assalti alle ville, già pianificati per il periodo natalizio.
Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia: arresti e perquisizioni (184 quelle eseguite dalle forze dell’ordine) hanno coinvolto 52 province, con sequestri di droga, armi e merce rubata. I delinquenti agivano sempre sotto l’effetto della cocaina, che li rendeva ancora più violenti: poi assalivano le ville, aggredendo e picchiando inquilini e proprietari. E non si limitavano alle rapine, perché riciclavano il denaro così ottenuto per acquistare sostanze stupefacenti da rivendere sul mercato a prezzi maggiorati, incrementando i guadagni.
Bande temporanee, secondo gli investigatori che hanno condotto l’operazione (denominata «Vesta»): i centododici arrestati (91 dei quali sono romeni, slavi e albanesi) non farebbero infatti parte della criminalità organizzata, ma si sarebbero uniti soltanto di volta in volta, in occasione del colpo da portare a segno. Un aspetto che ha reso ancora più complesso il lavoro delle indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Direzione centrale anticrimine (Dac) della polizia che, nelle regioni coinvolte, hanno attivato delle vere e proprie «task force» composte da esperti della scientifica, investigatori e analisti di delitti di tipo predatorio.
Le indagini hanno portato, soltanto nel 2005, all’arresto di 304 persone, fra cui i componenti della banda che, a Taormina, ha ucciso Pancrazio Muscolino, i responsabili del ferimento di due persone a Pian Camuso, in provincia di Brescia e di due donne a Padova.
In un’altra fase dell’operazione, il 21 settembre scorso, a Milano sono stati fermati i responsabili di una sessantina di rapine in villa, persone «inquadrate» in una struttura criminale; ma, nella maggior parte dei casi, i malviventi agivano all’ultimo momento: «Molti di loro - ha spiegato ieri il vice questore del Sco Fabio Giobbi - vengono in Italia, mettono a segno tre o quattro rapine e poi tornano al loro paese d’origine, investendo soldi soprattutto nella droga. Al 99 per cento non si tratta di bande organizzate».
La maggior parte dei rapinatori, prima di entrare in azione, assumeva la cocaina, che dava loro una carica violenta ancora più pericolosa: ed è anche per questo che, in molti casi, le aggressioni sono state anche accompagnate da pestaggi e stupri ai danni delle vittime.
I numerosi arresti non servono solo a rendere giustizia di rapine spesso brutali: i delinquenti si preparavano infatti a una nuova ondata di assalti in tutta Italia, programmati durante le vacanze di Natale: per realizzare alcuni colpi, alcuni anche molto «sostanziosi», i malviventi aspettavano soltanto l’inizio delle festività natalizie. Ma gli uomini della polizia li hanno anticipati, mandando all’aria i loro piani: «Per la prima volta - ha spiegato infatti il vice questore - abbiamo potuto fare un’operazione di prevenzione. In alcuni casi abbiamo trovato i rapinatori con le mitragliette o le pistole in mano. Gli arresti di questi giorni ci hanno consentito di evitare almeno un centinaio di rapine in villa. Basti pensare che una sola banda in tre mesi ne aveva messe a segno sessanta».