Sgominata banda di ladri d’auto Anche Hernan Crespo tra le vittime

Individuata la vettura «giusta», la gang spediva i complici a rubarla. In un anno, un centinaio di furti avrebbero fruttato tre milioni.

Era una bellissima Mercedes Amg 55, da oltre 100mila euro. Hernan Crespo, la «piange» da un paio d’anni e continuerà a «piangerla» perché anche se la banda di ladri e trafficanti d’auto è stata sgominata, una decina gli arresti, la vettura ormai è perduta, acquistata in Francia da un cliente in buona fede.
Il centravanti, attualmente in forza all’Inter, è sicuramente la vittima più illustre della gang. Ma nel lungo elenco figurano anche professionisti e imprenditori. Anche perché i banditi mica puntavano alle utilitarie. Nel loro mirino infatti finivano puntualmente potenti fuoriserie a cui «cambiare i connotati», attraverso documenti trafugati dal Pra, Pubblico registro automobilistico, e rivendere in Francia attraverso canali ufficiali. Macinando almeno 3 milioni di euro all’anno.
Ma come recita un ben noto proverbio, «il paese è piccolo e la gente mormora». Nel nostro caso a mormorare, in particolare sulle improvvise fortune di Alberto Schiavone, 42 anni, titolare della «On wheels», concessionaria di viale Cassiodoro, era il quartiere Ticinese. A fine 2005 le chiacchiere arrivano alle orecchie di Sergio Vollono, dirigente del commissariato che, assunte le prime informazioni, associa all’inchiesta Mauro Ciacci, dirigente del nucleo di polizia giudiziaria in Tribunale e la squadra mobile.
Oltre un anno di indagini per accertare come i sospetti fossero ben fondati. Schiavone insieme a Paolo Zino, 38 anni, sarebbe stato il capo di una organizzazione in cui figurava anche il fratello Carlo, 38 anni, il «ragioniere» con il compito di reinvestire i guadagni, Luigi Mantegani, 39 anni, gestore del parco auto, Gaetano Valente, 31 anni, ricettatore di auto e documenti, Michela Caracciolo, compagna di Zino e «testa di legno» in numerose società fantasma, e Francesco Sciannamea, 37 anni, il corriere che portava le auto in Francia. Tutti finiti ieri in manette insieme ad altre quattro persone bloccate oltre confine. Un ultimo componente la banda è attualmente ricercato.
La banda era il punto di rifornimento di tutti i grossi «topi d’auto» del Nord Italia. La maggior parte dei furti avveniva infatti in Lombardia, ma coprivano anche molte altre regioni. Ma spesso i banditi adocchiavano una vettura particolarmente appetibile, si informavano sul proprietario e poi gli mandavano una «visitina». Qualche volta erano furti, altre rapine in abitazione ma pare quasi sempre usando gas narcotizzante. Allo stato attuale non risultano colpi violenti. Nel breve periodo osservato, la gang avrebbe rubato, riciclato e venduto almeno 96 vetture, 34 individuate e bloccate prima di finire Oltralpe. Per le altre, tra cui la Mercedes di Crespo, non c’è invece più nulla da fare.