Sgominata la banda terrore dei treni

È finita l’ondata di terrore che viaggiava sui treni dell’estremo levante ligure. La polizia ferroviaria, infatti ha sgominato la banda italo-albanese che rapinava i viaggiatori della linea Napoli-La Spezia, soprattutto sulla tratta toscana.
Sempre lo stesso il modus operandi: il capobanda bloccava il capotreno minacciandolo di morte se avesse chiamato aiuto, mentre i suoi complici, indisturbati, rapinavano i viaggiatori dei treni. La banda sgominata dalla sezione ligure della Polfer in collaborazione con i colleghi di Napoli, colpiva di notte e dallo scorso gennaio seminava il panico sulla linea ferroviaria Napoli-La Spezia, in particolare nella tratta toscana. I due presunti capobanda, Giustino Ferrante, pregiudicato napoletano di 50 anni, e Burim Shahianj, clandestino kosovaro di 23, sono stati arrestati con l’accusa di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale su ordine della procura della repubblica di Pisa, nella cui giurisdizione si è registrato il maggior numero di episodi, dopo le indagini svolte dagli uomini della Polfer, coordinati dal primo dirigente Salvatore Genova, con pedinamenti e vere e proprie scorte a circa 250 treni.
Cinque loro «dipendenti», sono stati denunciati a piede libero. Ferrante è stato arrestato alla stazione di Napoli centrale mentre stava salendo su un treno e condotto nel carcere di Poggio Reale. Shahianj è stato catturato a La Spezia subito dopo essere sceso da un convoglio e rinchiuso a Villa Andreini. I due arrestati, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ingaggiavano sbandati, in maggioranza giovanissimi albanesi, e li utilizzavano come manodopera per portare a termine furti e rapine mentre il capobanda dedicava le sue attenzioni al capotreno. Il napoletano si occupava della linea che da Napoli porta a Spezia, mentre il kosovaro operava sul percorso inverso.
A far partire le indagini sono state le denunce dei dipendenti delle ferrovie, la cui protesta era stata raccolta anche a livello politico con un’interrogazione parlamentare. La banda era pericolosa e senza scrupoli, come testimonia un episodio accaduto nei pressi di Grosseto quando è stata borseggiata una donna che spingeva la carrozzella del figlio disabile. Gli inquirenti proseguono le indagini alla ricerca di altri complici ma ritengono che la situazione sulla tratta in questione sia ormai da considerarsi normalizzata.