Sgozzato nella sua auto all’entrata della fabbrica

Per dieci ore il suo corpo senza vita è rimasto inosservato, dentro l'automobile parcheggiata davanti alla ditta dove lavorava. E quando finalmente qualcuno si è accorto di lui, a Rho il pomeriggio di ieri si è tinto di giallo. Al momento infatti gli investigatori non hanno ancora stabilito con certezza se Marco B., operaio di 44 anni residente in città, si sia tolto la vita oppure se sia stato ammazzato e poi abbandonato nella Fiat Punto rossa, rinvenuta in una fabbrica in via Mattei. L'operaio doveva prendere servizio alle sei, ma aveva anche avvertito che sarebbe entrato con un'ora di ritardo. In fabbrica l'hanno atteso inutilmente; poi dalla direzione si sono informati sul perché dell'assenza, scoprendo che di lui nessuno aveva più notizie. Verso le 16 un collega ha notato l'auto della moglie, che usava per recarsi a lavoro, ferma davanti alla ditta e si è avvicinato. Marco B. era all'interno seduto sul sedile del passeggero e riverso in avanti. Immediatamente è stato lanciato l'allarme, ma quando sono arrivati i sanitari del 118 hanno scoperto che il cadavere presentava tre ferite da taglio alla gola, che si era inferto, o che gli erano state inferte, diverse ore prima. Anche se l'ipotesi prevalente è quella del suicidio, i carabinieri guidati dal capitano Luca Necci, stanno investigando a 360 gradi. Pare strano infatti che Marco B., sposato con Daniela di 32 anni e padre di due bimbi piccoli, si sia preso la briga di uscire di casa di buon mattino per recarsi in fabbrica, al solo fine di compire un gesto insano che avrebbe potuto mettere in atto altrove. A meno che non avesse un appuntamento con qualcuno, sfociato in tragedia.