Sgravi e bonus per ricostruire dopo il terremoto

Il governo inserisce un premio cubatura del 35% per chi applica norme
antisisma. Detrazioni Irpef del 55%, stretta sugli edifici pubblici e un
miliardo per le scuole. 
La bozza venerdì al Consiglio dei ministri. Subito in vigore le regole sulla sicurezza

L’aumento di cubatura del 35% - previsto nella bozza di piano casa per chi demolisce e ricostruisce con impianti per il risparmio energetico - sarà concesso anche a chi ricostruirà nel pieno rispetto delle norme antisismiche. Inoltre, nel decreto casa potrebbe trovar posto l’estensione agli interventi antisismici degli sgravi Irpef del 55%, finora previsti per le ristrutturazioni edilizie attuate con interventi di risparmio energetico.

Gli eco-incentivi fiscali per il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni - confermati nell’ultima manovra finanziaria - saranno dunque estesi a chi metterà in sicurezza la propria casa. Le norme consentono la detrazione dall’Irpef e dall’Ires (l’imposta sui redditi delle aziende) del 55% della spesa sostenuta per l’adeguamento energetico, e d’ora in avanti antisismico. Le spese sostenute nel biennio 2009-2010, in base alla normativa attuale, possono essere «spalmate» su cinque anni. È ancora da decidere se lo sgravio Irpef varrà per l’intero territorio nazionale o soltanto per gli immobili situati in aree a rischio. Se l’intervento verrà confermato, è la prima volta che in Italia si dà il via a un sistema di incentivi fiscali per il consolidamento del patrimonio edilizio esistente.

Il provvedimento sarà all’esame del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per venerdì. Dopo la tragedia abruzzese, il testo avrà una forte caratterizzazione antisismica. Già l’ultima bozza conteneva l’obbligo di pieno rispetto delle norme anti-terremoto per gli ampliamenti di cubatura, pena l’impossibilità di attuare ogni intervento sull’immobile. Il governo, in più, sbloccherà le norme tecniche antisismiche approvate nel 2005 e sottoposte a una lunga serie di rinvii legislativi. Con le nuove regole, che entreranno immediatamente in vigore, sarà il progettista a scegliere le tecnologie costruttive idonee al rispetto delle misure antisismiche, sia nelle costruzioni ex novo, sia nelle ristrutturazioni (e questa estensione rappresenta un’ulteriore novità). Questo significa che ogni volta che si ristruttura un edificio, lo si consolida o si amplia, scatta l’obbligo di adeguamento alle nuove regole di sicurezza.

Il nuovo testo del piano casa potrebbe inoltre contenere norme stringenti per quanto riguarda gli edifici pubblici, visto che purtroppo si sono verificati crolli devastanti in molte strutture pubbliche aquilane, dalla casa dello studente all’ospedale. Nel provvedimento potrebbe trovar posto un piano speciale di adeguamento antisismico per gli edifici «sensibili», come scuole e ospedali. Per gli edifici scolastici, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha già reperito un miliardo di euro dal fondo infrastrutture. Per gli ospedali dovranno essere coinvolte le Regioni, competenti nel settore sanitario.

Permane, nel piano casa, la deregulation per quanto riguarda gli ampliamenti di cubatura - nei limiti del 20% nelle ristrutturazioni o del 35% nelle demolizioni e successive ricostruzioni - nelle abitazioni uni e bifamiliari, o comunque di cubatura inferiore ai 1.000 metri cubi. Sarà il professionista a certificare l’opera di ampliamento, nel pieno rispetto delle normative antisismiche.

Il Tesoro è all’opera per la copertura finanziaria di tutti gli interventi, in particolare per i costi della ricostruzione: intanto, è confermata la decisione di introdurre il sisma come causale di destinazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Nel ventaglio dei possibili interventi, anche l’utilizzo di fondi europei e misure non convenzionali come un’estrazione aggiuntiva del Lotto.