Sgravi fiscali alle «lucciole» per trucchi e lingerie: in Olanda scoppia la polemica

Perché le “lucciole” possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi i costi professionali per biancheria intima e trucco, mentre i maestri d’orchestra non possono dedurre quelli per comprarsi lo smoking? La questione sta appassionando l’Olanda e in particolare i deputati cristiano-democratici e centristi che chiedono di vederci chiaro. Vogliono sapere dal fisco se, come scrive il quotidiano De Telegraaf, ha chiuso un accordo con l’industria del sesso per garantire un trattamento di favore, che rende esentasse fino al 20% del reddito delle prostitute, malgrado la Corte suprema olandese si sia espressa contro sgravi fiscali per coprire, ad esempio, i costi per comprare abbigliamento. Il ministro olandese delle Finanze ha smentito l’esistenza dell’«accordo a luci rosse», anche se ha spiegato che le lucciole come tutti gli altri lavoratori hanno il diritto a vedersi rimborsati dai datori di lavoro alcuni costi professionali, equivalenti a circa il 15% di quanto guadagnato.