Sgravi fiscali solo alle contrade di Siena

I l deputato, si sa, è il trait d’union tra le istanze del collegio e il Parlamento. Riccardo Migliori, coordinatore regionale di An in Toscana, ha preso alla lettera il suo mandato essendo stato eletto in quella Regione. E poco dopo la proclamazione, l’8 maggio 2006, ha presentato un disegno di legge composto di un solo articolo e con un preciso obiettivo: portar beneficio alle attività commerciali e sociali di uno dei Comuni più importanti, Siena.
Il pdl prevede l’esenzione dal pagamento dell’imposta sui redditi societari le storiche contrade e le società ad esse collegate. L’intento è nobile e lo ha spiegato lo stesso deputato nella sua relazione. «La valenza sociale di queste realtà senesi - si legge - merita assoluto rispetto anche per gli effetti che producono sui giovani della città, rimasta fanalino di coda nella speciale classifica dei capoluoghi in ordine all’incidenza dell’uso di droghe». Insomma, aiutando l’Oca e l’Istrice con sgravi fiscali si aiuta tutta la cittadinanza.
Anche perché, sottolinea Migliori, «svolgono importanti azioni di mutuo soccorso tra i contradaioli». Ma il progetto di legge, assegnato alla commissione Finanze il 6 giugno 2006 è lì rimasto sepolto. Un po’ perché Padoa-Schioppa e Visco hanno monopolizzato il lavoro dei due rami del Parlamento. Un po’ perché, ed è lecito pensarlo, la maggioranza di centrosinistra, che ha in Siena una delle sue roccheforti, non ha voluto lasciar spazio all’opposizione sponsorizzando una sua proposta.