Sgrena: «Quattrocchi non merita medaglie»

Così muore un italiano! </B>14 APRILE 2004

Francesca Angeli

da Roma

«Un mercenario come Quattrocchi non merita una medaglia». È l’opinione di Giuliana Sgrena. La giornalista del manifesto sequestrata un anno fa in Irak pensa sia stata una scelta inopportuna e lo dichiara senza preoccuparsi troppo né di ferire i parenti e gli amici dell’uomo ucciso dai terroristi né di contestare la volontà del capo dello Stato.
«Quando ho saputo che il presidente Ciampi aveva conferito la medaglia d'oro al valor civile a Fabrizio Quattrocchi ho stentato a crederci - dice la Sgrena, in occasione della presentazione in Sardegna del suo libro Fuoco amico» -. Quattrocchi non era in Irak per motivi particolarmente nobili: era un mercenario». Il fatto che Ciampi abbia ritenuto di onorare la memoria di un uomo morto con dignità evidentemente non conta nulla per la Sgrena, che anzi insiste su questo punto. «Un conto è se si va in Irak per un’azione nobile, un conto se ci si arriva come mercenario - dice -. E chi va per guadagnare dei soldi facendo servizio di sicurezza è un mercenario».
La proposta di assegnare la medaglia d’oro al valor civile di Quattrocchi è stata avanzata dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, dopo che era stato reso pubblico il tragico video dell’assassinio dove Quattrocchi, ucciso il 14 aprile del 2004, pronunciava la frase «Ora vi faccio vedere come muore un italiano». Proprio per questa frase Pisanu ha proposto l’assegnazione della medaglia d’oro al valor civile che Ciampi ha poi attribuito alla memoria suscitando la commozione e la soddisfazione dei suoi cari, come la sorella Graziella Quattrocchi.
Una motivazione che la giornalista però contesta. «Non si conferisce un’onorificenza per come si affronta la morte. - dice la Sgrena -. Di fronte alla morte, a quel tipo di morte, tutte le reazioni hanno uguale dignità. Uno che va a fare il mercenario non merita una medaglia, la stessa medaglia che è stata conferita a Nicola Calipari». «Se di una cosa non si sa parlare bisogna stare zitti», scriveva Ludwig Wittgenstein e sicuramente la Sgrena ha perso una buona occasione per tacere per il presidente dei deputati di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa.«Dopo avere dato del mercenario a Fabrizio Quattrocchi, Giuliana Sgrena ci fa pentire di aver gioito per lei nel giorno della sua liberazione - dice La Russa -. Una persona del genere merita se non disprezzo, solo indifferenza». Per il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi «i comunisti come la signora Sgrena desiderano sporcare anche le cose più sacre, perfino la morte eroica di un uomo normale». Il sottosegretario alla Giustizia, l’azzurra Jole Santelli, giudica la Sgrena una giornalista «faziosa che dovrebbe vergognarsi delle sue parole e dei suoi giudizi». Enzo Fragalà, di Alleanza nazionale chiede l’intervento di Ciampi «perché non può essere consentito a nessuno, tantomeno a una persona volgarmente faziosa come Giuliana Sgrena, di sporcare quanto gli italiani hanno di più caro, l'inarrivabile comportamento di Fabrizio Quattrocchi davanti ai suoi assassini». Durissima la reazione della Consulta etico-religiosa di Forza Italia che ricorda alla Sgrena «prima di parlare di Quattrocchi deve sciacquarsi la bocca». L’azzurra Maria Burani Procaccini osserva che le affermazioni della giornalista offendono anche Ciampi e le giudica «agghiaccianti». In difesa della Sgrena scende in campo il verde Paolo Cento che giudica «del tutto condivisibili» le parole della Sgrena e invece «inaccettabili le reazioni della destra, che sta tentando un vero e proprio linciaggio nei confronti della giornalista».Anche per Cento «l’inopportunità della concessione della medaglia d’oro a Quattrocchi è oggettiva».
Pino Sgobio, presidente dei deputati del Pdci, parla di un «inaccettabile attacco rozzo e offensivo portato avanti da alcuni esponenti della destra italiana alla giornalista Giuliana Sgrena». Per Sgobio è «inaccettabile e offensivo il tentativo di dividere il nostro Paese, come fanno costoro, tra buoni e cattivi». La Sgrena, prosegue Sgobio, «ha espresso una considerazione, che in tanti in Italia condividono, ed i signori critici della Casa della libertà ne prendano atto, senza strumentalizzare la morte di Nicola Calipari». Ma l’assegnazione delle medaglia a Quattrocchi ha anche riaperto una ferita mai rimarginata. Maria Cimino, madre di una delle vittime di Nassirya, Emanuele Ferraro, chiede «perché i nostri ragazzi non sono stati onorati come Quattrocchi?». Ora, prosegue, «vogliamo dal Presidente Ciampi una risposta perché la vita dei nostri figli non si paga con i soldi ma onorandone la memoria».