«Sguardi contemporanei» sul teatro europeo

Lo «Stabile» di Genova porta al «Parenti» cinque produzioni inedite per la rassegna continentale

Fino a qualche anno fa era di moda parlare di crisi della drammaturgia moderna la quale, costretta a confrontarsi con gli autentici capolavori della produzione classica, capaci di raccontare storie universali e senza tempo, sembrava restare sempre ammutolita con il suo verbo inerte. Così, per ridare slancio alla sua produzione, il teatro del nuovo Millennio, oltre a rendere omaggio alla scrittura del passato, si è prodigato nell'aprire infinite porte su un mondo in continua trasformazione, fotografato ad arte, a più riprese, da scatti che prendono le distanze dalla convenzionalità, parlando un linguaggio nuovo.
A dimostrazione di questo vigore che scorre nelle penne degli scrittori moderni è la rassegna di drammaturgia internazionale «Sguardi contemporanei» che, giunta alla sua seconda edizione, in scena da oggi al 28 giugno al Teatro Franco Parenti, porta la testimonianza di una fervente attività di scrittura teatrale europea.
Grazie al Teatro Stabile di Genova, sostenuto dal ministero per i Beni Culturali e dalla Regione Liguria, il pubblico milanese sarà chiamato, gratuitamente, ad assistere alla messinscena di cinque nuovi lavori con differenti provenienze e linguaggi. Con un occhio di riguardo nei confronti della produzione di casa nostra, oggi sarà lo spettacolo Ingannati, di Gaea Riondino, ad inaugurare un calendario internazionale che guarda, interessato, anche alla produzione estera. Come nel caso del tedesco Tre stelle sopra il baldacchino (19 e 20 giugno), lavoro di Michael Zochow, o della drammaturgia francese espressa da Francois Bon nel suo nuovo testo Daewoo, allestito il 23 e il 24 da Fiammetta Bellone. compiuto - afferma Carlo Repetti, direttore del Teatro Stabile di Genova - anche se programmaticamente pensati con una struttura tecnica e scenografica molto agile: esempi di un teatro “povero“ per quanto riguarda l'apparato visivo, ma molto approfondito in tutto ciò che attiene il lavoro sui personaggi e in generale la recitazione».
Non sono più necessarie colossali messinscene, con artifizi geniali a sostegno della parola; impianti complessi, strutture di una fissità quasi ipnotica, che rapiscono lo sguardo di uno spettatore distratto da tanto spettacolo scenografico, hanno lasciato il posto ad una nuova generazione di teatro, dove l'essenzialità della scena regge, come colonna portante, un lavoro minuzioso e attento attorno ai personaggi e ai loro interpreti.
Inevitabile, infatti, da parte dei registi, operazioni che accendono i riflettori sugli attori e sulla loro capacità di trasmettere al pubblico emozioni e sensazioni che solo un perfetto cocktail di ars recitandi e forza della parola sanno evocare. Toccherà, infine, a Il buio di giorno dello svedese Henning Mankell, presentato da Filippo Dini il 25 e il 26, e alla messinscena di Massimo Mesciulam dell'opera inglese Mojo-Atlantic Club di Jez Butterworth, concludere questa suggestiva rassegna che, nel mese di luglio, sarà ripetuta a La Spezia e a Sanremo.
Sguardi contemporanei
Teatro Franco Parenti
dal 17 al 28 giugno
ore 20.45, ingresso gratuito
info: 02-59995700