Uno sguardo sulla Grande Muraglia

«Tradizione e modernità», parole chiave di un universo da scoprire

La Cina, fino a ieri, era lontanissima: un universo che a molti sembrava leggendario e fantastico più che reale. Oggi, dopo l’imponente spettacolo olimpico, qualcosa è cambiato: le distanze si sono accorciate e il mondo delle favole è diventato il Paese della realtà. L'Occidente - e ognuno di noi – sta imparando a conoscerlo come un «continente» sfaccettato e complesso ma unito da due grandi idee di fondo: la tradizione, «madre» di una storia millenaria, e la modernità, figlia di un miracolo tecnico-economico recentissimo. E tradizione e modernità sono le due parole chiave della rassegna «Focus on China», all’Umanitaria in via San Barnaba 48 (fino al 25 settembre), sintesi del paese più popolato del mondo e secondo per estensione solo alla Russia, candidato a diventare una delle maggiori potenze economiche mondiali e complicato da 52 etnie differenti saldamente, ancorate alle proprie origini. Con la kermesse sulla Cina, l'Umanitaria cerca di fare il punto della situazione, continuando un cammino iniziato mezzo secolo fa, quando proprio in questa sede si tenevano due importanti congressi internazionali - organizzati dal Centro per lo sviluppo delle relazioni con la Cina di Roma, dopo un susseguirsi di trasferte italiane in Asia - per far luce su un colosso geo-politico che cominciava a far sentire la sua autorevolezza anche oltre la «grande muraglia».
Rispetto ad allora, l’evento di oggi, che chiude la ventesima edizione di «Estate nei Chiostri», ha tutt'altro sapore. Arte, cultura e attualità sono i temi affrontati da un'equipe di esperti, studiosi, esploratori chiamati a raccontare il volto meno noto dell'Oriente, nel segno del dialogo e dell'integrazione tra i popoli. Con queste finalità sono scanditi i vari momenti della manifestazione, a partire dalla mostra «Sunlight of Love. Riflessi d'arte tra Cina e Italia», nella quale artisti cinesi e italiani (Li Ronghai, Xu Qingsong, Luo Yiping, Sun Ge, Hu Jiang, Stefano Pizzi, Massimo Galli, Luciano Gibboni, Lamberto Correggiari, Fernando De Filippi, Marco Viggi, Emilio Isgrò) esporranno insieme le loro opere, al dialogo a due voci sulla «Cina di ieri e di oggi», con il giornalista Fabio Cavalera e la scrittrice Angela Terzani, fino al reportage «In bicicletta verso Kashgar», con le immagini fotografiche di intrepidi cicloturisti nella remota regione asiatica.
Miti, storia e gastronomia saranno invece i protagonisti di «Cina: modernità e tradizione», full immersion tra dibattiti, filmati e degustazioni per raccontare da vicino un Paese ricco di tradizioni - e contraddizioni - e svelarne i progetti futuri. La contraddizione sarà anche il leit-motiv del documentario «Shen Ti. Cina, corpo in movimento» girato tra Pechino, Shanghai e Hong Kong per la regia Paolo Lipari, che spiega: «Ciò che mi ha sempre colpito della Cina è proprio il contrasto, la simultanea presenza di segni tra loro inconciliabili. Non tanto nella dimensione astratta del giudizio, quanto nell'immediata fisicità dei corpi, delle abitazioni, dei cibi e dei gesti».
Due settimane di arte, incontri, dibattiti, prodotti tipici (coma la degustazione di raffinati tè locali), che rischieranno di appassionare anche gli scettici.