Shain, venditore di rose: «Dal Bangladesh per vivere in un bilocale con 11 clandestini»

Shain ha 28 anni e viene dal Bangladesh di professione fa il venditore di rose. Clandestino naturalmente. La sua casa o meglio il posto letto che è riuscito a procurarsi circa un anno fa, quando passando dalla Siria è arrivato in Italia, si trova al civico 3 di piazza Santa Maria del Suffragio. Shain vive nel palazzo dei clandestini e con lui, a dividere il piccolo appartamento poco più grande di un bilocale, altre undici persone, tutte senza permesso di soggiorno, tranne due. I veri «padroni di casa» che, ogni mese, con la cadenza puntuale di un orologio svizzero passano a ritirare i soldi dagli irregolari, da quelli che il diritto di stipulare un contratto d’affitto non ce l’hanno ancora. Centocinquanta euro per una brandina o un semplice materasso sistemato sul pavimento, questa è la cifra che gli affittuari pretendono dai connazionali. Un business che frutta parecchio e che, a fine mese, fa arrivare nelle tasche di chi ha la fortuna di avere il permesso di soggiorno 1.500 euro. Tolto il denaro per l’affitto dell’appartamento (valore intorno ai 600 euro) il guadagno netto dei titolari del contratto è di mille euro. È il racket dei posti letto che alimenta intorno al cortile del palazzo il circuito della delinquenza e dell’illegalità. Una spina nel fianco per i residenti della zona che sabato scorso hanno organizzato l’ennesimo presidio di protesta davanti al palazzo, denunciando proprio il sovraffollamento e la carenza delle condizioni igieniche negli appartamenti. «Nel nostro appartamento si riesce ancora a stare bene - attacca Shain - perché almeno non ci sono famiglie con bambini altrimenti sarebbe un disastro».
Di controlli al civico 3 però non ne mancano: «Ogni tanto - racconta ancora Shain - arrivano i carabinieri, girano per gli appartamenti e portano via qualcuno, ma a me non hanno mai fatto nulla perché vanno in cerca di quelli che vendono la merce taroccata, borse, orologi, e nella nostra casa nessuno lo fa». Nell’appartamento di Shain ci sono solo mazzi di fiori, rose soprattutto, e almeno quelle non sono taroccate, ma alimentano comunque il giro illegale di chi fa affari vendendo sotto banco fiori ai clandestini.
Tre giorni alla settimana, il martedì, il mercoledì e il sabato Shain e i sui compagni si danno appuntamento in via Cesare Lombroso e aspettano pazienti davanti all’entrata dell’Ortomercato. Alle 10 qualcuno esce e li fa entrare, dentro comincia la vendita dei fiori. Per un mazzo di 20 rose si pagano 10 euro: «Abbiamo a disposizione solo tre giorni a settimana per poter comprare - continua Shian - sono i giorni prestabiliti per noi clandestini».