Shakespeare e Kafka in fumetto

L’uomo-scarafaggio è ora diventato fumetto. Dopo la prima edizione datata autunno 1915, La metamorfosi di Franz Kafka è stata film, commedia teatrale, dramma televisivo, gag umoristica, spettacolo itinerante, perfino spot televisivo. Con la sua matita, Peter Kuper, disegnatore americano per The New Yorker e Time, ne ha invece ricavato una sorprendente graphic novel (Franz Kafka, La metamorfosi, Guanda, pagg. 80, euro 14,50, trad. A. Schiavone) che stupisce per capacità di sintesi e intensità di tratto.
La stessa sorte è toccata a un altro capolavoro della letteratura di tutti i tempi, Amleto di Shakespeare, ora ristampato in versione manga da Rizzoli (Emma Vieceli, Amleto. Manga Shakespeare, Rizzoli, pagg. 196, euro 16). Il principe di Danimarca è alle prese con gli stessi crucci dell’originale inglese, lo scenario è però quello di un avveniristico cyberspazio (siamo nell’anno 2017...).
Diversa la scelta di Gene Luen Yang, che in American Born Chinese (Guanda, pagg. 240, euro 16,40, trad. P. di Giampietro e M. Schiavone) racconta due storie destinate inaspettatamente a ricongiungersi: Jin Wan è un ragazzotto di origine cinese alle prese con i mille pregiudizi degli States; Danny è un suo coetaneo che se la deve vedere con l’odioso cugino con gli occhi a mandorla, simbolo di tutti i mali che arrivano da Oriente. Fa da companatico alle due storielle un’antica leggenda del Celeste Impero, quella del Re Scimmia che contribuisce a mettere la pace fra i giovanotti. Non prima però di trasformare il racconto in apologo, con tanto di messaggio morale: le convivenze multietniche sono possibili. Almeno tra Cina e Stati Uniti.