Shams, la danza del ventre in Galleria

Questa sera all’Ottagono «Le notti d’Oriente», sensualità ed eleganza per uomini e donne

Matteo Failla

Nell’ambito della Settimana Mediterranea, allestita all’Ottagono della Galleria va in scena questa sera alle 21 Leela Sharquia (Notti d’Oriente), uno spettacolo che vedrà avvicendarsi sul palco gruppi e danzatrici soliste alle prese con differenti stili di danza provenienti dall’Oriente. Protagonista assoluta sarà la danza del ventre, tanto amata dagli uomini per la sensualità che riesce a sprigionare, tanto apprezzata dalle donne per l’eleganza dei gesti.
Accompagnati da differenti coreografie, gli artisti si esibiranno tra veli colorati, melodie sensuali e ritmi vibranti, accompagnando il pubblico verso l’esibizione della star della serata: Shams, danzatrice del ventre tra le più interessanti nel panorama artistico mediorientale. Un nome che da solo «dipinge» la personalità e le qualità dell’artista.
Shams, in arabo, significa infatti «Sole», un soprannome importante, datole proprio dagli arabi che, vedendola ballare, affascinati dalla bellezza e dal calore sprigionato dalla sua danza, hanno voluto tratteggiare in maniera figurata le sue doti di danzatrice del ventre. Ma Shams non è una semplice danzatrice del ventre, è una rappresentante della commistione tra culture diverse; balla utilizzando le tecniche arabe, unite alla cultura del suo paese d’origine, la Bulgaria, dove si fondono anche gli elementi tipici della danza del ventre turca.
Il risultato è un mix di melodie e ritmi tra oriente e occidente, tra odalisca e gitana, che la rendono assolutamente unica nel suo genere. È difficile dare un’unitaria configurazione alla danza del ventre, arte antica che si è sviluppata nel bacino del Mediterraneo, e questa miscela di culture messa in atto da Shams è la dimostrazione delle numerose vie che essa può intraprendere.
Ne esiste uno stile «castigato» proveniente dai paesi arabi, ed uno più «spumeggiante» delle ballerine turche, quelle che danzano utilizzando sensualmente il movimento del bacino. Ma oggi la danza del ventre vive di molte altre contaminazioni, influenze zingaresche e gitane, tocchi di flamenco e danze tribali.
Shams, nata a Sofia, ha sempre vissuto in una nazione nella quale le tradizioni europee convivono con il mondo orientale: ha goduto di un punto di vista privilegiato, a metà tra le differenti tradizioni di questa danza. Vincitrice in Italia del premio «Arte & Operosità 2003» - assegnato annualmente nella rassegna «Italia Vetrina nel Mondo» - grazie alle sue performances di danza del ventre, Shams è anche insegnante di quest’antica arte, simbolo di cultura millenaria, femminilità e sensualità, che racchiude in sé un mistero che l’ha portata fino ai giorni nostri. Il suo principale obiettivo è la diffusione della cultura della danza mediorientale.

Leela Sharquia, Settimana Mediterranea, Ottagono Galleria Vittorio Emanuele, ore 21, gratuito