Dopo Sharm anche Genova scopre la paura

Tre allarmi bomba in Liguria nelle ultime ore hanno spaventato ancora di più i cittadini

Paola Balsomini

Paura, ansia, incredulità. Prima gli attacchi di Londra, poi l’attentato a Sharm. «Ero sul posto, ho visto scoppiare davanti a me una di quelle bombe». Ce lo ha raccontato ieri un genovese che aveva deciso di concedersi una vacanza all’insegna della tranquillità. Invece è rientrato anticipatamente nel capoluogo ligure, «Con un bambino terrorizzato di sei anni e una moglie che non smette di piangere».
Paura del terrorismo. Racchiusa in una testimonianza, in tante lettere, quelle dei nostri lettori che ci sono arrivate in redazione. C’è chi pensa a nuove soluzioni, chi semplicemente ci scrive che ha paura. Perchè anche a Genova si vivono gli stessi sentimenti delle altre città, delle capitali europee.
Anche perchè uno pensa di vivere un pò fuori dal mondo, isolato protetto. Perchè qui nella terra dei «maniman» di quelli che pensano che «Forse come a casa non si sta da nessuna parte», del «Magari fuori dalla Liguria succede che...» negli ultimi tempi di dono dovuti ricredere. Come qualche giorno fa quando a La Spezia è stato bloccato un container pieno zeppo di libri scritti in arabo e con fotografie di Gheddafi. Materiale sequestrato nel porto commerciale, uno di quelli «Tranquilli, dove non succede mai niente». I sette container provenivano da un porto africano ed erano movimentati da un’agenzia di trasporti internazionale. I libri adesso sono ancora sotto sequestro, al vaglio della Polizia spezzina che si è presa il compito di tradurli.
Qualcuno si è dovuto ricredere anche ieri, quando un falso allarma bomba è stato diramato sempre a La Spezia.
Questa volta si trattava di una borsa vuota lasciata incustodita in viale Italia. Subito panico e paura.
E allora nei giorni scorso in una Liguria che ormai ha perso tranquillità ci ha pensato il Questore Salvatore Presenti a cercare di portare un pò di tranquillità, con una maxi operazione che ha coinvolto duemila persone. Tutte controllate e schedate, centinaia di extracomunitari e italiani passati ai raggi x.
Un segnale importante delle istituzioni per far capire che «Nessuno è solo».
Difficile però è stato spiegarlo al lettore che ci ha raccontato la sua esperienza a Sharm ancora con il terrore negli occhi.
Poi la prima rassicurazione è arrivata dallo stesso lettore: «Sono andato via dall’Egitto e solo rientrare in Italia mi ha dato un senso di tranquillità».
Ma qui c’è anche chi non si sente sicuro: «Perchè ogni giorno accade qualcosa». Ieri sera è stata interrotta una strada a Sestri Ponente dai vigili urbani per circa un’ora per un allarme bomba. Telefonate dei lettori ci chiedevono cosa fare: «Possiamo uscire di casa?». «Sarà vero?» le domande più frequenti. Non lo era.
Per questo con queste lettere, solo alcune delle decine e decine che ci sono arrivate negli ultimi giorni, abbiamo deciso di raccontarvi la paura dei liguri.