Sharon: anch’io mi sono sentita poco sexy

La Stone parla del suo malinconico personaggio di «When a Man Falls in the Forest»: «Tutti viviamo l’esperienza di sentirsi trasparenti per gli altri»

da Berlino

Prima di rispondere, Sharon Stone si prende una pausa di circa trenta secondi, durante i quali unisce gli indici sulla fronte, poi scesi lungo le narici, come per trovare la calma dopo una tempesta interiore. La sensazione è che reciti, anche se non siamo in un teatro di posa: siamo alla conferenza stampa del film che lei ha presentato ieri in concorso al Festival di Berlino, When a Man Falls in the Forest («Quando un uomo cade nella foresta»), scritto e diretto da Ryan Eslinger, coproduzione tedesco-americana sulle disgrazie di una coppia (la Stone e Timothy Hutton), di un loro amico (Pruitt Taylor Vince) e di un inserviente (Dylan Baker di Happiness).
Il gesto ieratico della Stone sottolinea che lei è una donna e un’attrice, non più una ragazza e un’attricetta. E che per When a Man... è anche produttrice esecutiva. Ora infatti, dopo il passo falso di Basic Instinct 2, accetta solo ruoli seri, anzi compunti. Ma il passato la insegue: ieri i giornalisti erano interessati più al passato che al presente.
La prima domanda è stata pari pari su Basic Instinct, come se fossimo ancora nel 1992. E la Stone ha replicato paziente che era «venuta a Berlino per parlare di When a Man...», ma anche che «era grata a quel film di successo per merito del quale ha poi potuto girare i film che le piacevano». Insomma, quel passato hollywoodiano era stato solo il prologo di questo presente berlinese. Solo che When a Man... è un film che, per quanto ben scritto e recitato, resterà di nicchia.
Dato che del film non c’è molto da aggiungere, torniamo sulla pausa ispirata della Stone, della quale si diceva all’inizio. L’aveva determinata una giornalista, prendendone sul serio il personaggio triste di When a Man... Quindi le aveva domandato come lei, Sharon Stone, aveva reagito quando s’era sentita avvilita come il suo personaggio. E il distillato di saggezza della Stone infine era arrivato: «Quando siamo tristi, quando crediamo di aver perso il senso della vita, pensiamo che il mondo sia degli uomini, ma è anche nostro. È un cammino difficile risalire dopo esser caduti». E c’è stato l’applauso!
Dunque, in When a Man..., la Stone è moglie senza più comunicazione alcuna col marito e alla fine resta vedova, quasi sollevata per l’esito di un delitto casuale. Come corollario della dichiarazione precedente, ne era venuta un’altra, relativa in primo luogo al personaggio, ma inevitabilmente anche all’interprete: «Ogni donna fa questa esperienza, quando raggiunge l’età nella quale si sente diversa e vede diversamente le cose». Locuzione sintetizzata da una parola: menopausa. Strano che la tema una donna così spigliata davanti alla macchina di presa e capace di sostenere campagne contro l’Aids.
Tornando infine al suo ruolo in When a Man..., la Stone ha proseguito: «C’era una cosa che non capivo prima di questa esperienza liberatrice. Viviamo in una società prosaica. Mentre recitavo, sebbene la situazione che dovevo rendere era cupa, ma stavo egualmente bene e mi sentivo più forte. Credo che la società dovrebbe vederla allo stesso modo». Le signore sono state soddisfatte, gli uomini silenziosamente hanno rimpianto la Stone di quindici anni fa.