Sharon dorme con la pistola: teme i kamikaze ebrei

Aumentata la sicurezza: cellule segrete di ex agenti speciali sarebbero pronte a ucciderlo

Fausto Biloslavo

Il primo ministro Ariel Sharon dorme con la pistola sotto il cuscino, utilizza una nuova macchina super blindata e quando si sposta, soprattutto negli insediamenti ebraici, viene seguito da un velivolo senza pilota per segnalare eventuali imboscate. I rapporti dello Shin Bet, il servizio segreto interno, sono sempre più allarmanti e parlano di possibili kamikaze ebrei contro il premier. Inoltre si sospetta che i coloni o ebrei ortodossi, che hanno prestato servizio nei reparti speciali, possano preparare una reazione armata alla chiusura degli insediamenti a Gaza, oppure un attentato al primo ministro. Dopo la folle strage dell'altro ieri di quattro arabi israeliani, da parte di un disertore ed estremista ebreo, poi linciato, la tensione è alle stelle. La minaccia del terrorismo ebraico è l'incubo peggiore di Sharon, il vecchio generale che all'inizio dell'anno usò parole profetiche in un'intervista alla tv americana Nbc: «Tutta la mia vita ho combattuto per difendere gli ebrei. Ora, per la prima volta, devo difendere me stesso dagli ebrei».
Secondo il quotidiano Maariv il primo ministro dorme con una pistola sotto il cuscino o comunque a portata di mano anche di notte. Inoltre Arik, come lo chiamano gli amici, si addestra al tiro in un poligono e su richiesta dello Shin Bet ha a disposizione una nuova Mercedes blindata. Quando il premier poi fa visita a qualche insediamento ebraico viene seguito o preceduto da un Drone, che filma in tempo reale la zona e segnala possibili imboscate. Il Comitato finanziario della Knesset ha autorizzato un aumento di 90 milioni di dollari del bilancio per la sicurezza personale di Sharon, per coprire costi extra. Solo gli apparecchi speciali, montati sui fuoristrada delle guardie del corpo, che inibiscono la rete della telefonia mobile al passaggio del convoglio del premier, per evitare l'innesco via telefonino di una trappola esplosiva, costano milioni di euro. Si calcola che il bilancio totale per la sicurezza di Sharon sia di 230 milioni di dollari all'anno. Il timore è che possa ripetersi il clamoroso assassinio, per mano di un estremista ebreo, del primo ministro Yitzhak Rabin avvenuto dieci anni fa. Avi Dichter, l'ex capo dello Shin bet da poco in pensione, ha dichiarato che non si può escludere neppure l'ipotesi di un attentato kamikaze. «Un terrorista suicida ebreo potrebbe trovare razionale farsi saltare in aria utilizzando le parole della Bibbia usate da Sansone: Lasciatemi morire con tutti i Filistei» ha spiegato Dichter. Ovviamente il filisteo sarebbe Sharon. Non a caso lo scorso giugno un giovane estremista ebreo si è lanciato contro il convoglio del premier. Il sospetto è che si trattasse di un avvertimento o di una prova per un possibile attacco suicida.
Se negli anni passati l'obiettivo principale dei violenti movimenti ultraortodossi ebraici come Kach, Zo Artzenu, Fedeli del Monte del Tempio, erano gli arabi, ora la strategia sta cambiando. Il premier viene apertamente minacciato di morte con frasi tipo «Sharon: Lily ti aspetta». Il riferimento è alla moglie Lily, scomparsa di recente, che l'ex generale adorava. Però il vero pericolo per il primo ministro verrebbe da cellule segrete composte da ex membri dei corpi speciali israeliani, che conoscono le tattiche della sicurezza. Sono coloni ultra ortodossi, oppure religiosi, che non partecipano a manifestazioni di protesta pubbliche, proprio per non farsi identificare. Non solo: i rapporti dei servizi israeliani hanno segnalato «il furto di armi dagli arsenali dell'esercito da parte di una minoranza di fanatici che potrebbero far piombare la società israeliana e l'intera regione nel baratro della catastrofe».