Sharon invita il Papa in Israele Resta solo da fissare la data

Marta Ottaviani

Israele e il Vaticano sono più vicini. Ieri mattina il ministro delle Comunicazioni di Tel Aviv, Dalia Iztik, ha rivolto a Benedetto XVI un invito ufficiale da parte di Ariel Sharon per recarsi in visita nel Paese.
Si tratta solo di un primo passo. Come sottolineano entrambe le parti, non è stata fissata né la data, né un periodo, ma si tratta di un gesto di grande importanza dal punto di vista simbolico.
«Sua Santità - dice Ben Hur, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede - ha accolto la lettera con il messaggio di Ariel Sharon con grandissima gioia. È importante specificare che non è ancora stato deciso quando avverrà il viaggio. Il Pontefice ha risposto che i suoi impegni sono molti, ma che a Israele sarà data la priorità».
L’invito è stato presentato durante la visita in Vaticano di Dalia Iztik e del Segretario del governo Israel Maimon, che hanno consegnato a Benedetto XVI il francobollo commemorativo della visita in Israele di Giovanni Paolo II, nel marzo 2000. E questo è un altro particolare dal valore profondamente simbolico. Nell’immagine, infatti, è raffigurato Papa Wojtyla al Muro del Pianto. Ricorda un momento molto intenso, quando mise un bigliettino per chiedere il perdono dei peccati commessi dai cristiani contro gli ebrei.
La Iztik ha sottolineato che Benedetto XVI si è dimostrato molto caloroso nei confronti di Israele e che il suo atteggiamento di grande apertura è in piena continuità con quello del suo predecessore. Una conferma della particolare attenzione con la quale il Pontefice ha deciso di proseguire il dialogo con il mondo ebraico e che sembra destinata a portare a intese importanti non solo sotto il profilo diplomatico, ma anche su quello della riconciliazione e della memoria.
La notizia dell’invito da parte di Ariel Sharon arriva a soli tre giorni da un’altra notizia molto importante.
Lunedì il quotidiano turco Vatan ha reso noto l’arrivo di Benedetto XVI a Istanbul, dove visiterà il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. La rivelazione non è stata ancora confermata dalla Santa Sede, secondo la quale, per il momento, il viaggio in Turchia di Papa Ratzinger non sarebbe ancora in agenda.
Una versione diversa da quella data da Vatan, secondo cui l’annuncio del viaggio del Pontefice a Istanbul sarebbe stato dato proprio dal Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, durante una celebrazione eucaristica dei giorni scorsi. La visita dovrebbe avvenire il 30 novembre in occasione della festa di Sant’Andrea, particolarmente sentita dalla comunità ortodossa di Istanbul. L’ultimo papa a varcare l’ingresso del Patricarcato di Fener era stato Giovanni Paolo II nel 1979, anche lui a pochi mesi dalla sua elezione a Pontefice.
Anche se devono trovare ancora una conferma ufficiale e una precisa collocazione temporale questi due futuri viaggi di Benedetto XVI confermano la volontà di un forte diaologo ecumenico, la ricerca dell’unità con le altre tradizioni cristiane. Volontà rafforzata da un terzo annuncio, questa volta ufficiale, ossia la visita di Ratzinger alla sinagoga di Colonia il prossimo agosto, quando si recherà in Germania per la Giornata mondiale della Gioventù.
Passi importanti, in nome di un’apertura a cui Giovanni Paolo II ha dedicato il suo pontificato e che Benedetto XVI ha già dimostrato di voler perseguire con uguale forza. Un cammino che potrebbe portare al Patriarcato di Mosca, dove Papa Wojtyla non è riuscito ad arrivare e che ha rappresentato il suo maggior rimpianto.