«Sharon pensa di lasciare il Likud»

Gerusalemme. Nel Likud, il principale partito di governo israeliano dal 1977, si torna a parlare di scissione. È quanto hanno scritto ieri i giornali di Tel Aviv e Gerusalemme, secondo i quali il premier Ariel Sharon deciderà a giorni se restare alla guida del Likud alle prossime elezioni o fondare una sua lista.
Martedì Sharon aveva concordato in linea di massima con il nuovo leader laburista Amir Peretz che le elezioni politiche, previste per il novembre 2006, saranno anticipate a febbraio-marzo. Sharon, spiegano i giornali, teme che anche se uscisse vincente dalle prossime elezioni non riuscirebbe a procedere con la propria politica di disimpegno dai Territori (iniziata con il ritiro da Gaza) a causa delle forti resistenze in seno al Likud.
Se si votasse oggi i laburisti di Peretz, che ha spodestato Shimon Peres dalla guida del partito, conquisterebbero il 33 per cento dei voti, ottenendo 28 seggi alla Knesset. Lo rivela un sondaggio eseguito dall'istituto demoscopico Dahaf per conto del quotidiano Yediot Ahronot. Il Partito laburista dispone attualmente di 21 seggi (su un totale di 120). In leggero calo invece il Likud, che passerebbe da 40 a 30 seggi. Senza Sharon, il Likud precipiterebbe a 18 deputati.