Sharon Stone oggetto smarrito in un poliziesco di nevrastenici

Nei festival nobili è la regola. L’ultima volta è però capitato anche al Noir di Courmayeur, dove il film migliore, lo splendido francese La voltapagine, ha subito l’ingiusto affronto di venir scavalcato nel giudizio finale dal concitato americano Alpha Dog. Scritto e diretto dal figlio d’arte Nick Cassavetes, anni luce dal talento di papà John, è un poliziesco inutilmente violento e dall’ossessivo turpiloquio, ispirato a una tragica storia vera. Siamo a Claremont, piccolo centro della California, nel 1999. Invano il balordo Jake Mazursky chiede a papà e a mamma Olivia (Sharon Stone) gli 800 dollari per saldare lo spacciatore Johnny Truelove, figlio del boss fuori dal giro Sonny (Bruce Willis). A farne le spese è Zack, fratello quindicenne del debitore, rapito dagli scagnozzi del capobanda e trasferito a Palm Springs, sotto il tiro del ruvido guardiano Frankie (Justin Timerlake). Sulle prime l’ostaggio si lascia volentieri coinvolgere nelle zingarate degli allegri sequestratori. Poi l’affare s’ingarbuglia maledettamente. In sintesi: troppo lungo il preambolo, sfibrante la strada per arrivare al dunque, esageratamente defilati Sharon Stone e Bruce Willis. Non si può negare che la tensione salga nel finale, ma il tempo buttato via, chi lo risarcisce?

ALPHA DOG (Usa, 2006) di Nick Cassavetes con Justin Timberlake, Emile Hirsch. 117 minuti