Sharp, Sumlin e Mingus Junior La tradizione diventa moderna

Il blues è il collante ideologico della musica moderna. Dalle sue radici nel Mississippi alle ardite aperture elettriche di vecchietti terribili come R.L.Burnside si insinua nel rock, nel jazz, e lo guida tra passato e futuro. Così un ricercatore eclettico come Elliott Sharp (sontuoso chitarrista e colorito sassofonista) ha messo in pista un ottimo gruppo per raccontare la Musica del Diavolo e ieri lo ha portato alll’Aperitivo serale del Manzoni di Milano per un esplosivo recital. Al suo fianco la gloriosa chitarra di Hubert Sumlin, 76enne di Greenwood (cittadina culla del blues) per anni spalla degli ululati del mitico Howlin’ Wolf. In classici come Killing Floor si bilanciano a meraviglia la tecnica di Sharp e lo stile sanguigno, metà rurale e metà urbano, di Sumlin. Una serata magica, in cui al classico schema blues si sovrappongono l’improvvisazione, la fantasia e il rigore filologico, grazie anche alla band, su tutti il duttile trombone di Curtis Fowlkes, la voce suadente di Tracie Morris e quella vibrante di Eric Mingus, figlio del leggendario Charles.