Sheva: «Noi, piccoli eroi viviamo come in un sogno»

«Abbiamo dei limiti ma sappiamo lottare. Ho l’Italia nel cuore»

nostro inviato a Duisburg
Caro Shevchenko, ha rischiato grosso, lunedì notte, con quel rigore fallito...
«Ho deciso io di tirare il primo, non avevo una bella sensazione, non è stato un granché ma sapevo di avere davanti un portiere fenomeno e così ha rimediato».
Questa Ucraina è diventata la favola del mondiale: ce la racconta?
«Siamo una squadra che non concede molto allo spettacolo, nel palleggio abbiamo qualche limite, costruiamo poche occasioni da gol, ma sappiano lottare, tutti insieme, conosciamo il valore del sacrificio. Siamo una nazionale di combattenti, di piccoli eroi, abbiamo dimostrato di avere cuore».
Anche gli azzurri, quanto a carattere, non sono da meno...
«Di questi tempi partite facili non esistono. Vincerla in dieci, come è riuscito a Lippi contro l’Australia, significa avere delle qualità che non sono solo tecniche».
Ha visto il rigore fischiato agli azzurri? Hiddink ha protestato...
«Non conta più la discussione, il tempo è scaduto. Conta solo, invece, il risultato ottenuto: rigore o no, l’Italia è arrivata ai quarti come noi. Con una differenza fondamentale, però».
Quale, scusi?
«Per noi dell’Ucraina, al debutto in un mondiale, è una specie di sogno. Quello che sta accadendo nelle strade e nelle piazze di Kiev e di tutto il nostro paese è indescrivibile: c’è un clima di grande festa, e noi siamo orgogliosi di aver contribuito a crearlo».
C’è anche una differenza fisica, probabilmente...
«Vero. I centoventi minuti di battaglia con la Svizzera possono farsi sentire, specie in questa fase del mondiale in cui gli organizzatori ci hanno dato un giorno in meno per recuperare».
Italia favorita, allora, per Shevchenko?
«Certo. Gli azzurri hanno tutto da perdere e niente da guadagnare e non credo che possano nascondersi dietro un dito. Noi daremo il massimo, tutto quello che abbiamo dentro. E possiamo farcela solo a questa condizione».
Com’è possibile che questa stessa squadra, alla prima partita, abbia preso quattro ceffoni dalla Spagna?
«È lo scotto che si paga al noviziato. Abbiamo subìto le prime due reti su calcio di punizione, aggiungeteci inesperienza e forse poca attenzione nei confronti degli spagnoli, che sono tecnicamente molto abili. Con quella partenza ad handicap, riuscire a recuperare prima la qualificazione e poi il passaggio ai quarti, è una grandissima impresa».
In difesa, gli azzurri, non disporranno di Nesta, infortunato e di Materazzi, squalificato: cambia qualcosa?
«Di sicuro non è uno svantaggio per noi. Ma gli altri, a giudicare dallo stato di forma di Cannavaro e Buffon, sono al top della condizione».
A proposito di debuttanti: com’è questo Shovkovskyi, portiere dell’Ucraina?
«È giovane, dotato ma anche provvisto di sufficiente personalità che gli consente di poter reggere il confronto sulla scena internazionale».
Il rigore sbagliato è per caso colpa dell’infortunio?
«No. Ho rischiato di perdere il mondiale per l’incidente di Parma, sono partito in ritardo, adesso la gamba risponde, riesco a fare tutto e in particolare a tirare in porta senza problemi».
Ha sentito Pirlo e Gattuso?
«No, lo faremo nelle prossime ore. Ho deciso di parlare adesso per poi chiudermi a preparare con la tensione giusta la partita. Loro sanno che con me saranno amici per tutta la vita».
Ha già fatto il trasloco dal lago di Como?
«Sì, ma non taglierò i collegamenti con il vostro paese. L’Italia mi è rimasta nel cuore».