Sheva non pervenuto, Ibra disperso

Adriano è quello abulico del campionato mentre Kakà e Dida sono sempre pronti a stupire. Figo è stato un fulmine contro l’Angola, Emerson fa il suo, Nedved si barcamena e Ujfalusi è un disastro

Claudio De Carli

Bisognerebbe parlar male di Sheva ma come si fa? Guardava tutti con quello sguardo ingenuo: «Siamo all’esordio assoluto, non esagerate». Stava male, ha giocato per puro amore, non ha mai calciato in porta. L’esordio dell’Ucraina contro la Spagna lo ha distrutto oltre ogni più pessimistica previsione: «Nel calcio si vince e si perde... ma quando si perde 4-0 allora vuol dire che qualcosa non và». Un ragionamento che nella sua semplicità mette malinconia. Al momento è la delusione più grossa dei nostri stranieri al Mondiale anche se ha già cambiato casacca, ma il genio al contrario è stato Tomas Ujfalusi e spiace dirlo perché la sua espulsione ce lo toglie dal terzo incontro del girone contro i cechi. È partito bene contro gli Usa, si è avvilito dopo pochi minuti contro il Ghana sbagliando un pallone caldissimo in piena area e facendosi poi espellere per fallo da ultimo uomo. Senza miracoli il suo mondiale è già finito.
Babbo Adriano? È quello del campionato, gli si può dare un voto di fantasia. Parreira ha una gran fiducia in lui e nell’inquartato Ronie. Inquartato si può dire, grasso no, questione di stabilire un minimo di chiarezza: se detto di animale, significa ognuna delle parti macellate, se detto di persona, inquartato significa uomo robusto. Ieri dopo quattro minuti del secondo tempo contro l’Australia hanno confezionato il vantaggio del Brasile e hanno azzerato tutte le cattiverie in circolazione sui calciatori robusti. Il gol non basta per mettere il centravanti dell’Inter fra i migliori stranieri d’Italia al Mondiale, ma gli ha almeno alzato la media dopo il tristissimo esordio contro la Croazia. Dal gruppo Brasile nulla da segnalare, sono quelli che abbiamo lasciato il 14 maggio, ultima di campionato. Dida è sempre pronto a stupirci con qualcuna delle sue originali fagiolate, ieri con un urlo potentissimo è saltato sul pallone e poi lo ha dimenticato mentre erano ancora in volo, lui e il pallone. Può fare meglio purtroppo, come Cafù che ha minacciato di giocare almeno un altro mondiale. Emerson fa il suo come sempre, Kakà è meno brillante ma più utile di Ronaldinho, ha sempre grandi accelerazioni, peccato sia un calciatore da venti partite l’anno, al momento comunque è il migliore di tutta la colonia che ha lasciato temporaneamente la serie A.
Del bizzarro gruppo interista alla corte di Pekerman spicca il nome di Cambiasso, epurato alla viglia della partita con la Serbia e Montenegro e rientrato in gioco grazie all’infortunio di Luis Gonzales. Burdisso deve possedere doti sconosciute a noi italiani se a 25 anni compiuti ha già vinto tutto ma da noi non si è ancora capito come abbia fatto.
Luis Figo ha mandato tutti dall’analista con una accelerazione improbabile contro Angola e il malcapitato Jamba. Un’azione talmente fulminante e suggestiva che Pauleta ha deciso di non star lì a far domande, ha messo una scarpa su quel pallone e i portoghesi hanno iniziato alla grande il loro mondiale. Stankovic? Un disastro completo, non ne ha indovinata una come in quelle giornate che laziali e interisti sanno, Ibrahimovic sta facendo di tutto per non farsi rimpiangere dagli juventini. Nedved ci prova.
Elogi ai ghanesi Muntari e Gyan Asamoah, ma è solo la prima settimana di mondiale e come si usa dire, non tutti i palloni finiscono in rete, qualcuno sceglie la libertà.