Sheva rischia Germania 2006 E sua moglie vuole Londra

Franco Ordine

Compromesso il mondiale, a fortissimo rischio il futuro in rossonero. Per Andriy Shevchenko, 29 anni, ucraino di Kiev, capitano della sua Nazionale, e nel Milan con la fascia al braccio in assenza di Maldini, sono giorni da ricordare. Il primo cazzotto sotto il mento gli arriva di primo mattino, appena viene reso noto l’esito dell’accertamento diagnostico seguito alla distorsione del ginocchio sinistro capitatagli a Parma: non c’è bisogno di intervento chirurgico ma si tratta di un trauma distorsivo serio, molto serio con stiramento del legamento collaterale mediale. Prescritta immobilità assoluta per 25 giorni. La conseguenza è una sola: il mondiale, primo nella storia per la giovane nazionale del suo Paese, è compromesso. Di sicuro Shevchenko è fuori dalla prima partita (14 giugno contro la Spagna), può saltare anche la seconda per tentare un disperato recupero in occasione della terza (23 giugno: Tunisia).
Nelle prossime settimane, con un bendaggio rigido al ginocchio, Andriy Shevchenko oltre che al mondiale compromesso, potrà pensare meglio anche al futuro con il Milan. Che torna improvvisamente in bilico dopo la visita a sorpresa avvenuta domenica sera, ad Arcore, presso la residenza di Silvio Berlusconi, tenuta segreta anche allo stesso Adriano Galliani, vice-presidente vicario. Perciò quella notizia, rilanciata dalle agenzie, presenti ai cancelli di Arcore in attesa del vertice politico con Bossi, procura una fibrillazione durante la cena a casa Ancelotti. Il tecnico e Galliani si appartano per discuterne in libertà, i calciatori dibattono l’eventuale partenza e così emergono alcuni dettagli del clamoroso sviluppo. Il regista dell’operazione è la moglie Kristel, vuole garantire una scuola inglese al figlio Jordan e magari fissare la prossima residenza a Londra e dintorni riuscendo nell’impresa di portare a casa un altro ricco contratto, lungo 4-5 anni, da chiedere al Chelsea. Da agosto 2005, i rapporti tra Sheva e il Milan hanno imboccato un sentiero pericoloso. Dapprima il chiarimento con Ancelotti ripreso da Sky, negli ultimi due mesi il suo rendimento è diventato scadente, gliel’hanno detto apertamente, lui ha spesso battibeccato con la panchina, ha preso male la sostituzione banale contro il Livorno. «Se non ho più stimoli, farò la mia scelta» la frase che sta usando Sheva per allontanarsi dal Milan. Ma la regola della casa resta la stessa di sempre: deve uscire allo scoperto lui, deve chiedere di andarsene, non può nascondersi dietro improbabili crisi mistiche, pressioni familiari.
Per la prima volta da quando Shevchenko arrivò al Milan (estate del ’99), in via Turati cominciano a pensare a un futuro senza di lui in attacco. In queste ore se ne discute con Ancelotti, si confrontano opinioni, si studiano soluzioni che devono passare attraverso un negoziato con il Chelsea, innanzitutto. Il club di Abramovich può offrire due soluzioni: pagamento in contanti, oppure scambio con Drogba e conguaglio a favore del club rossonero. Drogba piace a Braida, vede in lui un altro Weah.
Al posto di Shevchenko, brillano due nomi nel pianeta Milan: il primo è quello di Henry, francese dell’Arsenal, ancora alle prese con la destinazione del prossimo torneo, il secondo è quello del camerunense Eto’o. Qui si potrebbe registrare una seconda ipotesi: se Henry va al Barcellona, Eto’o viene via e può accasarsi a Milano. Tutto si decide entro i prossimi 25 giorni. Prima di volare in Germania, Sheva vuole definire l’avvenire suo e della sua famiglia.