Shoah, Napolitano: antisemitismo ancora presente

Il Capo dello Stato: "Noi non abbiamo dimenticato e non
dimenticheremo gli orrori
dell’antisemitismo che è ancora presente in alcune dottrine e
va contrastato qualunque forma assuma"

Roma - "Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah. Non dimentichiamo gli orrori dell’antisemitismo, che è ancora presente in alcune dottrine, e va contrastato qualunque forma assuma". Al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via alle celebrazioni del Giorno della Memoria, che ricorre domenica prossima.

Cerimonia per i Giusti d'Italia Il capo dello Stato ha voluto dedicare la cerimonia di quest’anno ai Giusti d’Italia. Alla presenza di centinaia di studenti di scuole di diverse regioni che hanno condotto, nel corso dell’anno scolastico, ricerche nel loro territorio su questi personaggi Napolitano ha voluto ricordare che furono i Giusti a "tener vivi gli ideali di umanità" sforzandosi di "salvare almeno alcuni degli ebrei perseguitati, salvarono anche le nostre".

Una tragica ricorrenza: le leggi razziali Napolitano ha ricordato come il 2008 non segna soltanto il 60° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione», ma anche "il 70° delle leggi razziali emanate dal regime fascista, che di fatto prepararono l’olocausto anche in Italia". Furono "leggi che suscitarono orrore negli italiani rimasti consapevoli della tradizione umanista e universalistica della nostra civiltà e del contributo ad essa dato dalla comunità ebraica". Un provvedimento ancora più iniquo in quanto gli ebrei italiani "dopo l’Unità d’Italia, finalmente parificati nei diritti, si sentivano ed erano cittadini, animati da forti sentimenti patriottici". Proprio per questo, diventa necessario "ricordare gli atti di barbarie delnostro passato per impedire nuove barbarie".

Amato: "Coltivare la memoria" "Le leggi razziali del 1938 furono una amarissima sorpresa, che sembrava incredibile ma che venne accettata e praticata - ha commentato il ministro dell’Interno Giuliano Amato - la comunità nazionale allora perse l’onore e il senso stesso della sua dignità fin quando poi la tragedia della Repubblica sociale e del dominio nazista fece emergere dalla coscienza del paese la coscienza di quei Giusti che seppero restituire la dignità al nostro Paese a rischio della loro stessa vita". Amato ha esortato a "coltivare la memoria dei Giusti e dei tanti, dei troppi ebrei ai quali essi non poterono salvare la vita.

Rutelli: "Interrogarsi sulle nuove intolleranze" "La memoria è necessaria per non dimenticare e per cogliere il monito di un evento unico quale fu l’Olocausto e per interrogarsi sui nuovi episodi di intolleranza e di xenofobia". Il vicepremier, Francesco Rutelli, ha ribadito che "l’Italia persegue il rilancio della cooperazione internazionale e di un multilateralismo efficace in cui l’Unione europea faccia sentire la sua voce. Ma non può esserci alcuna voce, che non dimostri di aver capito le lezioni della Storia".