Shopping, i saldi partono sabato ma nei negozi già fioccano le offerte

Non chiamateli saldi. Meglio «piccoli sconti alla cassa». Sono quelli che molti commercianti stanno praticando in questa settimana di avvicinamento alle svendite di fine stagione. La definizione è diversa, la sostanza uguale. Perché, al momento di pagare, il «piccolo ritocco» è dell’ordine del 20, 30 per cento. Lo stesso che sarà applicato a partire dal 7 luglio, giorno dell’avvio ufficiale dei saldi a Milano.
Sulle vetrine non sono ancora apparsi i tradizionali adesivi colorati che invitano ad approfittare degli sconti. Ma basta fare una passeggiata nelle vie dello shopping per imbattersi in prezzi davvero competitivi. Quasi tutti i commercianti invitano a entrare, scegliere e comprare la merce ribassata in anteprima. Per assicurarsi i modelli e le taglie desiderate al riparo da code e ressa. Fanno eccezione solo le grandi catene, che rispetteranno alla lettera il calendario.
«Si tratta di politiche commerciali disinvolte, ma non per questo contrarie alla legge - spiega Renato Borghi, vice presidente dell’Unione del commercio -. Si tratta di atteggiamenti poco corretti nei confronti dei colleghi, ma comunque legittimi nella misura in cui non compaiono richiami sulle vetrine e non si comunicano gli sconti ai clienti attraverso email o altri avvisi». Come ogni anno, la polizia annonaria vigilerà per evitare comportamenti scorretti. Da parte loro, le associazioni dei consumatori moltiplicano gli avvertimenti. Confcommercio, per esempio, consiglia di fotografare con il cellulare il vecchio prezzo, per confrontarlo con il nuovo e verificare la percentuale di sconto applicata.
«Le svendite possono rappresentare una buona occasione per il commercio solo se gestite in modo corretto - afferma Marco Donzelli, presidente provinciale del Codacons -. L’unico modo per attirare i clienti è praticare sconti consistenti». Continua Donzelli: «Alcuni esercenti alzano i prezzi in prossimità dei saldi per aumentare i propri ricavi. E ai cittadini non rimane che protestare». Eppure, durante le svendite i commercianti non si arricchiscono. «Con sconti anche del 40 per cento non si fanno affari perché si perde il ricarico - conferma Borghi -. La funzione delle svendite è di creare molta liquidità in poco tempo, in modo che i commercianti possano fare fronte ai nuovi acquisti. In secondo luogo, rappresentano un termometro della propensione delle famiglie all’acquisto. Un dato che sarà utile nella stagione autunno-inveno». Inoltre, prosegue Simonpaolo Buongiorno, amministratore dell’Unione del commercio, «i saldi servono a fidelizzare i clienti».
Le previsioni per questa estate sono comunque buone. Nel comparto moda, le svendite rappresentano circa il 27 per cento del fatturato totale. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, saranno spesi oltre tre miliardi di euro. Circa 260 per ogni famiglia.