Shopping, l’ultima «moda» è adottare alberi

Più shopping fai, più verde sarà Milano. Un’utopia? Niente affatto: per una volta boutiques, grandi magazzini, e negozi del centro - dal Quadrilatero a piazza Cinque Giornate - si alleano per rendere più bella e più vivibile Milano. Grazie a «Vogue Fashion’s Night Out», un’idea lanciata dalle edizioni internazionali di Vogue e subito accolta dal Comune di Milano (come da decine di altre metropoli nel mondo). Risultato: una notte di shopping sfrenato a fin di bene, in programma per il 10 settembre. Una serata in cui stilisti, modelle, e celebrities stringeranno la mano ai milanesi, anche a quelli che le griffe non se le possono permettere, per il bene di Milano. La moda che si apre alla città, che diventa democratica, in una notte di festa, per dare una scossa al mercato in crisi, ma soprattutto per rendere Milano più verde.
«Aderendo all’iniziativa di Vogue ogni città del mondo, da San Paolo ad Atene, ha scelto un tema. Noi abbiamo deciso di continuare ad investire sul verde, - spiega il sindaco Letizia Moratti che ieri ha presentato il progetto accanto alla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani -. Il nostro obiettivo? Più verde in tutta la città. Rientra nel Piano del verde, che prevede la piantumazione di 500mila alberi, di cui 190mila sono già stati piantati». Facendo shopping la notte del 10 settembre si diventa dunque automaticamente sostenitori della campagna «Adotta un albero». Si inizierà «con la piantumazione in corso Buenos Aires, per poi passare agli alberi in vaso di via Vittor Pisani e di via Dante, dove mancando la terra gli alberi non si possono piantumare».
Senza dimenticare, ricorda il sindaco «che abbiamo accolto anche l’appello del maestro Abbado, che chiedeva di rafforzare anche in centro il tema del verde (90mila alberi in cambio del suo ritorno alla Scala, ndr)».
Una scusa per far shopping senza sentirsi in colpa, insomma. Inoltre, come spiega Franca Sozzani, «questa iniziativa vuol dare l’opportunità a tutti i milanesi di poter entrare liberamente nei negozi, incontrare stilisti e celebrities, rendere insomma il mondo della moda meno elitario». Perché, sostiene il direttore di Vogue Italia, «bisogna continuare a comprare. Ci sono fasce di prezzo per tutti, e non bisogna vergognarsi di fare shopping, anzi, perché la vita deve continuare, nonostante la crisi». Questa sarà poi una grande festa senza inviti o liste vip, ma aperta a tutti. «Anche ai bambini che quella notte non dormiranno, perché abbiamo in mente di organizzare diversi giochi», prosegue la direttrice. Musica agli angoli delle strade, ragazzi che offriranno champagne ai milanesi, commessi che inviteranno i passanti ad entrare nei negozi. Franca Sozzani lancia infine un appello: «Apriamo la settimana della moda a tutti, come quella del design». La serata precede infatti di una decina di giorni la settimana della moda femminile, una settimana in cui sfilate, presentazioni e feste sono rigorosamente su invito e dedicate a un pubblico di soli addetti ai lavori (e vip). La «Vogue Fashion’s Night Out» potrebbe diventare, chissà, un appuntamento abituale, prima delle settimane delle passerelle. Intanto, «almeno per un po’ metterà fine alle notti spettrali del centro di Milano».