Lo shopping scaccia l’incubo dei tir

L’incubo di rimanere a piedi sembra sfumare. Ieri erano pochissimi i distributori di benzina aperti nella capitale e riuscire a fare rifornimento era quasi difficile come vincere all’Enalotto. File lunghissime, anche di ore, hanno spinto perfino i più temerari spesso a rinunciare. Ma oggi la situazione dovrebbe migliorare rapidamente e da domani tutte le pompe di benzina dovrebbero funzionare a pieno regime. Fiano Romano, Orte e Anagni, infatti, da mercoledì notte non sono più ostaggio dei tir. Della tre giorni di blocchi a Fiano, rimangono solo le tracce dei fuochi sull’asfalto e alcuni mucchi di lattine e cartacce a testimonianza del bivacco dei circa 500 autotrasportatori schierati alla barriera dell’A/1. I tir, che da lunedì sera formavano file di circa un chilometro, hanno iniziato a lasciare il presidio già mercoledì notte. Il deflusso, secondo la polizia stradale, è però durato fino a ieri all’alba e solo in mattinata, il casello autostradale ha ripreso a funzionare a pieno regime. Contemporaneamente, sono stati rimossi anche i cinque blocchi organizzati dagli autotrasportatori in provincia di Viterbo. In particolare, quello del casello autostradale di Orte, sul cui piazzale erano allineati oltre 300 tir, dove la situazione è tornata tranquilla solo mercoledì in tarda serata. Stesso discorso per il casello di Anagni-Fiuggi dell’A/1. Quando i camionisti hanno iniziato a rimuovere i mezzi pesanti, la viabilità ha ripreso a scorrere. Ma anche ad Anagni ieri erano pochissimi i distributori che avevano riempito i serbatoi e gli automobilisti rimasti a secco sono stati costretti a file chilometriche per poter fare rifornimento. Oggi il panorama dovrebbe normalizzarsi, anche nella distribuzione degli alimenti nei supermercati. E lo shopping natalizio farà dimenticare l’incubo dei tir. È quello che sperano i commercianti, visto che le feste si avvicinano. Ieri con un’apertura straordinaria dei due enormi padiglioni ortofrutticoli del Centro Agroalimentare Roma, la società di gestione Cargest ha cercato di accelerare al massimo la normalizzazione delle quantità distribuite e dei prezzi al dettaglio dei prodotti ortofrutticoli freschi. Questi ultimi, non hanno subito esplosioni di rincari generalizzati. E per fortuna, perché i consumatori romani aspettano ormai con la più giustificata impazienza quei prodotti che per giorni e all’improvviso hanno visto diminuire o scomparire dagli scaffali di supermercati e negozi di alimentari.
«Per facilitare gli approvvigionamenti delle famiglie ai punti vendita al dettaglio e accelerare la normalizzazione delle attività delle nostre aziende grossiste di ortofrutta - ha spiegato l’amministratore delegato di Cargest Massimo Pallottini - abbiamo concordato con la categoria un giorno in più di attività, previsto per sabato prossimo. In queste ore difficili, gli assetti organizzativi del Car e le attività delle aziende hanno comunque ben resistito ai problemi garantendo i rifornimenti ai mercati rionali e contribuendo a una sostanziale tenuta dei prezzi». «Nella semitotalità dei casi da noi riscontrati nel sistema distributivo i rincari rilevati non risentivano di speculazioni - ha concluso Pallottini -. Bensì di meccanismi commerciali fisiologici, come la sostituzione di prodotti del Sud un po’ alla volta venuti a mancare materialmente con varietà laziali, ovviamente rincarate da una maggior richiesta contingente».