Show e follie a New York Appare su un trono e poi suona Satisfaction

I fan in coda per due giorni sulla strada. Mercoledì bis all’Olympia di Parigi

D’accordo, i suoi bicipiti si vedevano benissimo e per tutte le sei canzoni lei non si è fermata neppure un secondo. Altro che quasi cinquantenne: l’altra sera al Roseland Ballroom di New York Madonna sembrava «una ventenne» (lo conferma anche Usa Today) e pazienza se l’inizio del mini show è stato autoreferenziale come il solito: lei seduta su di un trono, un lungo scettro di cristallo in mano e due ballerini che le pulivano gli stivaloni, e giù con gli applausi dei duemiladuecento fortunati che avevano fatto la coda come ai bei tempi dei concerti rock. Mica un velocissimo clic sul mouse per prenotare i biglietti: per avere il fatidico tagliandino, i ragazzi (vip esclusi) hanno aspettato anche due giorni in coda sulla Cinquantaduesima che, scherzo del destino, è a circa cinquanta isolati dagli scassati club di Manhattan dove Madonna ha iniziato la sua carriera più di venticinque anni fa. Allora era una ballerina italoamericana bruttina ma con le idee chiare, adesso è una semidea vestita di nero (sempre molto bene da Dolce&Gabbana) che inizia il concerto in onore del nuovo disco Hard candy cantando «sarò il vostro negozio di caramelle» mentre le urla del pubblico fanno tremare il teatrino. «No, non c’è in visita il presidente Bush» ha scritto il sito del New York Post per commentare l’incredibile spiegamento di poliziotti a guardia del Roseland Ballroom dove l’unica autentica diva del pop si è presentata per dimostrare che, vabbé, per le altre c’è ancora molta strada da fare. Candy shop, dunque. E poi la nuova Miles away, che i madonnologi credono sia dedicata a Guy Ritchie, marito sempre lontano e quindi per lui, per celebrare il loro amore a distanza, gli schermi si accendono di aeroporti e aerei che svolazzano per il globo. Sarà pure un concertino, un divertissement tanto per gradire (e martedì bis all’Olympia di Parigi), eppure il palco è studiato come se, invece di un teatro piccolo così, fosse uno di quegli stadi dove Madonna è ormai di casa: sei musicisti, sette ballerini e una manciata di effetti speciali studiati dai professoroni dei «visual effects» che la esaltano da quindici anni. Intanto poi - la regola è questa - i colpi di scena sono sempre quelli di noi poveri umani. E così quando inizia 4 minutes, che è il nuovo singolo in testa a tutte le classifiche del mondo tranne quella americana, da dietro gli amplificatori salta fuori Justin Timberlake, elegantissimo in giacca bianca e sciarpone nero, che inizia a dimenarsi e a farsi maltrattare dalla signora che salta indiavolata su tutto il palco. «Le vie dell’inferno sono pavimentate di buone intenzioni» canta lei con un ghigno che vale più di mille rap. Quando ci camminava sopra, sulle strade dell’inferno, per andare cinquanta isolati più in giù, nei dance club dei suoi esordi, a Madonna piaceva entrare ai concerti senza pagare. Forse per questo stavolta dedica Hung up - dal suo strepitoso cd Confession on a dancefloor del 2005 - a «quei ragazzi che ho visto dormire là fuori l’altra sera» perché «chi mi conosce sa quanto io odi aspettare». Mamma mia che grinta. In realtà, prima di iniziare la canzone, Madonna aveva preso la chitarra, una bella chitarra elettrica nera, e aveva iniziato a mitragliare il riff di Satisfaction dei Rolling Stones per poi lasciarsi andare a un assolo - sì, a un assolo di chitarra - sgangherato e trascinante. «Pensavate di essere a un concerto dei Rolling Stones, eh!» ha detto lei prima di trasformare l’inafferrabile Hung up in un rockaccio quasi grunge e poi chiudere con il dito medio alzato. Qualcuno c’è rimasto un po’ così, qualcun altro ha capito che era solo un gesto legato al testo della canzone. Intanto lei non c’era già più: dopo essersi cambiata (t-shirt nera con le scritte Hard davanti e Candy sulle spalle) era subito tempo di Give it 2 me, sempre dal nuovo disco, poi di una versione funky di Music e infine bye bye: 32 minuti netti di concerto, sei canzoni e una imbarazzante dimostrazione di superiorità. Non si sa se quest’estate andrà in tournée, anche se sembra di sì: le date non ci sono state ancora annunciate. Ma le prospettive ci sono già: e sono stellari davvero.