«Uno show per giardinieri in erba»

Lorenzo Scarpellini soddisfatto per l’aumento di pubblico: «Ma i professionisti e gli imprenditori del settore avrebbero potuto essere di più»

da Milano

Non occorre essere appassionati del settore per dire che Euroflora è una gioia per gli occhi. Lo spettacolo vale anche quest’anno il costo del biglietto d’ingresso. Se però dall’ottica del giardiniere dilettante si passa a quella dell’operatore economico emergono chiaroscuri sui quali un po’ tutto il comparto florovivaistico è chiamato a riflettere.
«Euroflora sta diventando sempre più uno show e anche quest’anno si è registrato un incremento della vendita al pubblico; una fiera di questo calibro dovrebbe invece imporsi sul piano della esposizione delle capacità professionali e imprenditoriali dei “giardinieri” italiani» commenta il membro della giuria internazionale Lorenzo Scarpellini, amministratore delegato della Scarpellini ASV di Alzano Lombardo, una azienda che ha realizzato parchi e giardini in giro per il mondo, da piazza Venezia a Roma alla Libia, dalla Turchia e da Vienna alla Siberia. Par di capire che le decine di migliaia di euro che ogni operatore investe su questa esposizione mirino ad attirare soprattutto una clientela qualificata, quella dei committenti privati e delle amministrazioni pubbliche. «Invece assistiamo allo spettacolo della migliaia di visitatori che escono dalla fiera ciascuno con il suo sacchetto di acquisti: libri, dépliants o la piantina. Non è esattamente questo l’obiettivo primario di questa fiera. Forse gli imprenditori italiani e stranieri presenti in fiera avrebbero potuto essere di più, cosa che si verificava in edizioni passate, gente interessata a realizzare giardini e parchi sia come professionisti che come possibili committenti».
«Anche le amministrazioni comunali dovrebbero rendersi più presenti e prendere spunto da alcune realizzazioni attuate ad Euroflora; a Genova avrebbero la possibilità di prendere contatto con le aziende che offrono la migliore professionalità in materia di costruzione del verde. E dovrebbero capire l’utilità di committenze attuate mediante appalto concorso anziché progettazioni di competenza professionale non sempre adeguata».
Ad Euroflora non mancano stand utili alle progettazioni comunali. «Il Comune di Bolzano ha attuato una esposizione assai gradevole, utilizzando prodotti locali, indicando una via che un po’ tutti potrebbero seguire dando spazio a materiali e composizioni suggeriti dallo specifico contesto ambientale e tradizionale».
Altro tema sempre di attualità in campo florovivaistico: l’incubo olandese, tir e vagoni che inondano l’Italia di prodotti che noi dovremmo vendere al Nord. Come si spiega questo strapotere degli olandesi? «Hanno costi più elevati, ore di luce inferiori, ma hanno saputo sfruttare due elementi fondamentali: hanno creato un Ufficio olandese dei fiori che coordina le esportazioni nel mondo e promuove l’accesso ai mercati esteri. Da noi non c’è coesione e spirito d’iniziativa se non in casi sporadici. In secondo luogo sono fenomenali nella logistica: ogni ordinazione viene evasa in 48 ore. E si tenga conto che ai costi di produzione si sommano quelli di trasporto dall’Olanda all’Italia; e ciononostante anche sul mercato dei fiori recisi competono con i nostri vivaisti».
Riflettendo sulla formula di Euroflora, che è comunque sempre un successo, che cosa si potrebbe migliorare?
«Sulla qualità delle esposizioni in generale è possibile far meglio. Sulla formula bisognerebbe fare come si fa soprattutto in Germania e in Olanda: si trova un’area grande qualche ettaro, si crea uno show all’aperto di qualche mese e quando la manifestazione si chiude il parco resta in dotazione alla cittadinanza. Da noi invece alla fine dell’esposizione una buona percentuale di materiale viene buttato in discarica».
I costi elevati di queste esposizioni hanno indotto molte aziende ad associarsi, come nel caso di quelle che hanno scelto di presentarsi sotto le insegne della Regione Lombardia. Gli operatori si aspettano che all’immancabile ritorno di immagine corrisponda anche un lusinghiero ritorno economico in termini di commesse e accesso anche ai mercati esteri.