Uno show di luci d’autore accenderà Milano

Presentati i nuovi progetti che saranno installati in città a dicembre.
La "madrina" Simona Ventura: "Finalmente una metropoli accesa"

Milano come Parigi. Una città illuminata «ad arte», con le opere dei maggiori designer internazionali, accanto ai giovani talenti delle più importanti accademie cittadine. Per il secondo anno torna «Led», il Festival internazionale della Luce, che sotto Natale, dal 4 dicembre al 10 gennaio, animerà le piazze, il centro storico e le periferie con sessanta installazioni, opere d’arte e proiezioni luminose. Dalla Triennale al Duomo di Milano, dai grattacieli ai Navigli, da Brera alla Galleria Vittorio Emanuele, fino alla Stazione Centrale, all’Arco della Pace e al Quadrilatero della moda, la metropoli si trasformerà in un grande palcoscenico di luce, dove i grandi progettisti di oggi, come Ingo Maurer, Ross Lovegrove, Karim Rashid, Hub Ubbens, Gilbert Moity, Piero Castiglioni, Fabio Novembre, Matteo Thun, si confronteranno (fuori concorso) con le opere vincitrici dei designer di domani: giovani professionisti e studenti iscritti alle maggiori scuole della città (Naba, Domus Academy, Ied, Politecnico, Facoltà del Design, Spd).
«Un progetto importante, capace di promuovere l’immagine di Milano nel mondo non solo in termini di visibilità, ma anche di internazionalità, cultura e sostenibilità ambientale» ha commentato l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, promotore dell’iniziativa insieme a numerosi sponsor privati, tra cui Audi e Volkswagen. «Quest’anno – ha spiegato Cadeo - punteremo a coinvolgere l’intero sistema turistico, allargando la promozione del Festival non solo a livello nazionale, ma anche all’estero». Dei 60 progetti selezionati per il festival - curato da Beatrice Mosca e Marco Amato - 30 sono stati premiati ieri, a Palazzo Marino, alla presenza di una madrina d’eccezione, Simona Ventura. «Sono entusiasta di partecipare nel mio piccolo all’evento – ha dichiarato la diva dello schermo -. Io viaggio molto, e Milano, anche nel periodo natalizio, mi è sempre sembrata buia rispetto alle altre città europee. Per questo sono orgogliosa di dare il benvenuto a un festival che, oltre ad “accendere“ la metropoli, coniuga valori che sento miei, come l’amore per Milano, l’attenzione ai giovani talenti, la sicurezza e l’auspicio di una rinascita della città, che mi sembra sia già iniziata». Quanto al dibattito sul “centro morto”, la showgirl è stata categorica: «Sono polemiche inutili e strumentali. Milano è una città viva, dinamica, culturalmente all’avanguardia: la settimana della moda e del design ne sono la dimostrazione. È però anche una metropoli riservata, di gente che lavora, che pensa ai fatti, non all’apparenza».
Tornando al festival, le sessanta installazioni di luce che si snoderanno tra le vie della città sono state selezionate da una giuria di esperti composta dall’architetto Flora Vallone (direttore Settore Arredo verde-Qualità urbana del Comune), Luisa Bocchietto (presidente Adi), Davide Rampello (presidente Triennale), l’architetto Stefano Boeri e l’ingegner Gianni Drisaldi (presidente Aidi – Associazione Italiana di Illuminazione). Per questa edizione, sono gli elementi naturali (l’aria, l’acqua, il cosmo, la natura) i temi ai quali si sono ispirati i grandi designer e i giovani talenti: nuvole luminose, fontane, nebbie di luce, lune e soli accesi, alberi fioriti, farfalle, meduse e balene. Opere che dai luoghi pubblici si estenderanno agli showroom, agli spazi commerciali, persino ai ristoranti che per l’occasione proporranno menu ad hoc. Quanto al Duomo, a grande richiesta le vetrate torneranno a risplendere di luce. Già, perché il progetto di Castagna&Ravelli, vincitore della scorsa edizione del concorso, sarà riproposto in versione ampliata: non solo sulle facciate e sull’abside, ma anche sulle pareti laterali.