Show a Roma, sceneggiata a Glasgow

Il Milan non riesce a guarire nemmeno in Champions. Rossoneri sconfitti 2-1 dal Celtic, con due errori e sceneggiata finale di Dida. <strong><a href="/a.pic1?ID=210700" target="_blank">La Lazio rimonta con orgoglio il Real Madrid</a></strong> con una bella doppietta dell'attaccante macedone Pandev (2-2)

Glasgow - Donadoni prenda nota. Il calcio scozzese è in grande spolvero: martedì i Rangers stendono il Lione in trasferta, ieri sera tocca al Celtic togliersi lo sfizio di mettere sotto i campioni in carica del Milan. Ma se fa storia il primo risultato, il secondo depone solo a sfavore dei berlusconiani finiti dentro un incubo. Ancelotti prenda nota: la crisi (una sola partita vinta nelle ultime sette), dal campionato, come prevedibile del resto, arriva anche in Champions con la prima sconfitta del girone, alla seconda partita. E dinanzi a un rivale tutt'altro che irresistibile. Perché non sempre si può togliere e mettere la spina. E perché la stanchezza di testa, scoperta col Catania, qui diventa anche di gambe. Da segnalare, prima di passare al racconto, quel disastro di portiere, Dida, un tempo solo acchiappafarfalle. Adesso si procura l'etichetta di attore. Il Milan perde ed è senza scuse. Tutti i nodi vengono al pettine, ormai.

Piove ma niente scuse, per favore. Il prato regge, semmai incide sulla velocità della biglia, di qui la necessità di una precisione millimetrica per disegnare figure geometriche di discreta efficacia. E invece la prova che ne viene fuori difetta in modo palese di buon calcio e nega al pubblico la modica quantità di spettacolo degno dell'evento e delle sterline versate al botteghino. Responsabilità parziale del Celtic che ha uno schieramento di fortuna, irrobustito solo da sangue italiano (Donati), immiserito in attacco dalla presenza di McDonald mentre il suo compare Brown invece di dedicarsi alle trame d'attacco si occupa di calpestare a dovere le caviglie di Pirlo. Contagiato in modo negativo risulta anche il Milan che non riesce a dare respiro alla sua manovra anche per un paio di disfunzioni tattiche da segnalare al volo: Gattuso, da esterno destro (Ancelotti gioca col 4-4-1-1), non funziona molto e Oddo, peraltro, non gli offre la necessaria collaborazione. La seconda «stenosi» della manovra rossonera viene registrata a sinistra dove Seedorf invece di stare largo, spesso si accentra e finisce col pestare i piedi a Kakà che è alla ricerca del «dai e vai» per liberarsi al tiro. Gli succede una sola volta nella prima frazione. Dall'altra parte non succede niente di più attraente nonostante la ridotta qualità fisica della difesa rossonera: l'unico momento di tensione è per il mancato fair-play di Donati che i suoi ex sodali non gli perdonano.

Lo svolgimento, noioso e scontato, subisce un paio di scossoni nella seconda frazione appena la sfida imbocca una certa strada. Niente di straordinario, naturalmente. Si tratta di un banale angolo che la famigerata difesa rossonera trasforma in una golosa occasione per gli scozzesi. È sufficiente, sul primo palo, una deviazione di Donati per mandare in tilt la contraerea rossonera, Dida tra gli altri, naturalmente. Sul secondo palo, Mcmanus si aggiusta la palla con la mano prima che Gourcuff provveda alla deviazione suicida.

Nonostante la serata di discutibile genio, al Milan riesce l'impresa di rimediare al danno grazie a un generoso rigore scovato da Merk (contatto in area tra Ambrosini e Naylor). Kakà, uno dei pochi a salvarsi dalla serataccia milanista, non sbaglia dal dischetto. Invece di chiudere in cassaforte il pareggino, il Milan affonda, nel finale. E tanto per cambiare a tradirlo è ancora una volta Dida, il portiere colabrodo che aggiunge una sceneggiata allo sfondone di parata.

Il Celtic ha forze sufficienti infatti per tentare l'ultimo assalto costituito dalla sassata di Caldwell su cui il portiere brasiliano si distende e respinge corto. Palla servita su un piatto d'argento per Mcdonald: tapin vincente e 2 a 1 assicurato. A quel punto un tifoso scozzese entra in campo, passa dalle parti di Dida e gli riserva un buffetto sulla guancia. Il portiere cerca di inseguire l’invasore, fa qualche passo e poi crolla a terra, come abbattuto da chissà quale fulmine. Devono portarlo via in barrella e far entrare Kalac nell'ultimo minuto. Le immagini tv inchiodano Dida. Senza scuse la sceneggiata, senza spiegazioni la sua prova piena di buchi neri. Così il Milan non può più andare avanti. Giocare senza portiere e centravanti è un handicap insostenibile.