Lo show di Zucchero: insulti e liti

Esibizione choc domenica sera al Cala di Volpe Hotel: il bluesman emiliano sbalordisce la platea tra pesanti offese e lanci di oggetti: "Sono venuto qui solo per soldi"

Porto Rotondo - Va detto, a onor di verità, che in Costa Smeralda se le vanno un po' a cercare. Visto che sono passati cinque anni giusti da quando Zucchero decise di condire la sua esibizione al Cala di Volpe Hotel con insulti e sberleffi al pubblico. E tanto deve essere stato esplosivo quel mix di bravura e improperi che domenica sera, a un lustro di distanza, per il concerto del bluesman emiliano c'era il tutto esaurito, tanto che non si trovava un biglietto neanche a pagarlo oro. E non per modo dire, visto che ogni preziosissimo tagliando è stato staccato alla modica cifra di 1.100 euro.

Ovviamente iva esclusa, per un totale di 1.300. E con gli extra da pagare a fine serata. Platea, ovviamente, di prim'ordine. Con vip, attori, imprenditori e politici. Da Ivana Trump ai principi di Borbone, da Pippo Giuliani (quello dell'amaro) a Valeria Marini e Anne Hathaway, fino a Daniela Santanché in compagnia dell'avvocato Boba Bonamigo. Più o meno 850 persone che a Zucchero hanno fruttato la bellezza di 300mila euro di ingaggio.

Non a caso, prima di aprire le danze degli insulti, Sugar Fornaciari non fa mistero del fatto di essere tornato ad esibirsi in Costa Smeralda «solo per i soldi» perché, spiega ecumenico, «mi state tutti sui coglioni». Con tanto di anatema: «Cala di Volpe, che Dio vi benedica e vi perdoni». Poi, un'ignara ragazza che si distrae a inviare un sms scatena l'apoteosi. Con Zucchero che interrompe uno dei suoi cavalli di battaglia più cari - Solo una sana e inconsapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'Azione cattolica - e si sfoga imbufalito contro le donne «di una certa età che puzzano di aringhe». Per le quali si perde in una ridda di sinonimi: si parte da «cassonetti», si passa poi a «bagasce» e, passando per «baldracche» si arriva finalmente a «zocc...». Finito qui? Ci mancherebbe altro. Mentre molti di quelli che stanno ballando restano interdetti, la serata viene colorata da uno scambio di oggetti tra pubblico e palco. Dal primo parte un limone, cui Sugar replica con una bottiglia di birra vuota. Le due di Sambuca e Jack Daniels preferisce conservarle gelosamente dietro una cassa, che possono sempre tornare utili. E c'è pure l'imperdibile tafferuglio, sedato da un vigilante e da un vigile fuori servizio che calmano gli animi dei clienti inferociti (un russo c'è mancato un attimo che salisse sul palco).

L'esibizione, dunque, «prende quota». Con Zucchero che è ormai preso nel suo delirio. «Voi ricchi», dice lui povero, «siete morti dentro e stasera avete mangiato solo me...». Con tanto di digressione su eventuali postumi «in piscina» il giorno seguente, che - pur essendo i termini ben altri - possono essere educatamente sintetizzati con un: «vi sentirete male».

Ad alzarsi e andarsene sono in molti. Tra loro la Santanché, delusa. «Fino a ieri, dice, era il mio cantante preferito». E ora? «Mai più un concerto e mai più un disco. Quello che ho visto è vergognoso». Concetto su cui insiste anche il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. Che assicura: «Non lo inviteremo mai più». Più cauti, invece, i responsabili del Cala di Volpe Hotel, di proprietà di Tom Barrack. Che, fanno sapere, si dissociano da quanto detto e fatto da Zucchero. Anche se la poco opportuna premessa è che «lo spettacolo è stato grandioso» con «la gente che ha ballato fino alla fine». Insomma, spiegano gli organizzatori, «se non sono andati in pochi e gli altri sono stati lì a chiedere il bis». E gli insulti? «Qualche scambio c'è stato, ma d'altra parte che Zucchero sia fatto così lo si sapeva». Anche se, pare, quasi il quaranta per cento dei presenti s'è ben guardato dal pagare gli extra che, tanto per capirci, sono più o meno proporzionati al costo del biglietto. Tanto che al Cala di Volpe Hotel qualcuno ipotizza di metterli a carico di Zucchero e, in caso di insolvenza, di fargli causa. Un'idea, ma non troppo lontano dalla realtà se ieri mattina Sugar era nelle stanze della direzione a scusarsi per la figuraccia («ero fuori di me»). Chissà, visto come vanno le cose in Costa Smeralda, ce lo ritroveremo a Cala di Volpe fra altri cinque anni.