Shuttle italiano Ok il primo volo

È stato lanciato dall'aeroporto di Tortolì-Arbatax, in Ogliastra, lo shuttle Uvs (Velivolo senza pilota). Per ragioni di sicurezza, una vasta zona intorno allo scalo è stata interdetta al traffico aereo e navale. Lo shuttle italiano è stato agganciato a un gigantesco pallone aerostatico (cento metri di diametro), per mezzo del quale ha raggiunto una quota di 20 chilometri dal suolo. È la prima navicella aerospaziale italiana senza pilota, progetto del Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira). Nella sua missione il velivolo - partito dall’aeroporto di Tortolì intorno alle 8 e 30 e ammarato circa due ore dopo - aveva come obiettivo la simulazione della fase di volo cosiddetto «transonico» durante il rientro in atmosfera di una navicella spaziale, il momento più delicato per il surriscaldamento generato dall’attrito con l'atmosfera terrestre. Il programma si propone di investigare le complesse fasi di volo in atmosfera e di rientro dallo spazio per mettere a punto alcune delle principali tecnologie che consentiranno lo sviluppo di velivoli operativi con prestazioni di notevole manovrabilità. Iniziato nel 2002, il programma dovrebbe concludersi nel 2012. Il costo è di circa 179 milioni di euro.