Shuttle, l'equipaggio contro la Nasa: «Non era tutto risolto?»

È fatto di roccia e ghiaccio e la sua orbita è tra Nettuno e Plutone

Elena Jemmallo

Sorpresa e delusa. Così si è sentita Eileen Collins, la comandante della navetta spaziale americana Discovery, quando è stata informata dell’incidente avvenuto al momento del decollo. Quando cioè un pezzo di isolante si è staccato dal serbatoio esterno pochi minuti dopo il lancio di quello che sarebbe dovuto essere il grande ritorno della Nasa nello spazio dopo la tragedia del Columbia.
E invece la «grande soddisfazione» con cui lo speaker della Nasa ha commentato le prime immagini del Discovery è stata in pochi giorni sommersa dall’incertezza e dal timore per la sorte dei componenti dell’equipaggio. Timori che non nasconde la comandante stessa, che ha tenuto la sua prima conferenza stampa dalla Iss, la stazione spaziale internazionale permanente orbitante, che ospita per diversi giorni i sette membri dell’equipaggio della Discovery. Senza farsi prendere dal panico, la comandante si è dichiarata fiduciosa che tutto andrà bene. Non ha nascosto tuttavia l’amarezza: «Personalmente non mi aspettavo che pezzi di un certo volume potessero staccarsi dal serbatoio esterno. Pensavo che il problema fosse stato risolto».
Alla luce dell’accaduto, la comandante si è detta d’accordo con la decisione di sospendere i voli delle navette spaziali: «Non credo che dovremmo riprendere i voli finché non saremo in grado di prevenire incidenti di questo tipo».
Di tutt’altro avviso è invece il responsabile della Nasa, Michael Griffin, che non ha escluso un nuovo lancio di uno Shuttle spaziale americano, probabilmente l'Atlantis, entro la fine dell'anno. Se infatti due giorni fa l’agenzia statunitense ha annunciato la sospensione dei voli finché non verrà risolto il problema del rivestimento isolante, ieri è arrivato il contrordine. Griffin si è infatti detto convinto che il danno al serbatoio esterno verrà risolto molto rapidamente. Anche se i video hanno mostrato una «schiuma» uscire dal serbatoio esterno, l'agenzia spaziale ha detto di ritenere che lo shuttle sia in buone condizioni. A tal proposito la Nasa ha incaricato una squadra di esperti di risolvere il problema quanto prima.
«Non pensiamo ci vorrà molto tempo», ha spiegato Griffin, riconoscendo che «abbiamo fatto un errore e ce ne assumiamo l'intera responsabilità», non essendo riusciti a risolvere il problema dei serbatoi esterni prima del lancio del Discovery.
Quando al momento del decollo, martedì scorso, un pezzo di isolante del serbatoio del Discovery si è staccato minacciando di colpire la carlinga dello Shuttle, nella mente di tutti è tornata la tragedia del Columbia. Il primo febbraio 2003 la navetta si disintegrò al suo rientro nell’atmosfera uccidendo tutti e sette i membri dell’equipaggio. E a provocare il dramma fu proprio un pezzo di isolante staccatosi dal serbatoio esterno poco dopo il lancio, che urtò e danneggiò una delle ali della navetta.