«Shuttle ok», parte l’operazione rientro

Per la Nasa il Discovery è «totalmente sicuro» e tra due giorni si staccherà dalla Stazione spaziale Iss

da Houston

All’inizio furono le piastrelle sotto la fusoliera, poi fu la volta dello scudo termico. Per lo Shuttle i danni allo scafo sembravano essere diventati una costante. Tanto da mettere addirittura in pericolo il rientro degli astronauti Usa alloggiati nel Discovery. Ma proprio ieri dalla Nasa è arrivato l’«ok»: la navetta è stata perfettamente riparata e l’operazione di rientro dell’equipaggio non presenta alcun rischio. Ma solo lunedì prossimo, quando lo Shuttle farà rientro nella nostra atmosfera (l’atterraggio è fissato in Florida), sapremo quanto l’ottimismo dell’ente spaziale americano sia più o meno fondato. Intanto i sette astronauti del Discovery si stanno preparando alle operazioni di sganciamento dalla Stazione spaziale internazionale (Iss).
Ieri la stiva pressurizzata Raffaello, di fabbricazione italiana, che al decollo alloggiava 15 tonnellate di materiale, acqua e derrate con cui è stata rifornita la Iss, è stata a sua volta caricata di tre tonnellate di spazzatura accumulata sulla stazione orbitante in molti mesi e da altro materiale, fra cui le tute utilizzate dagli astronauti Steve Robinson e Soichi Noguchi per le loro «passeggiate spaziali». Particolare cura è stata dedicata in questi giorni dai due astronauti che si sono avventurati per tre volte all'esterno dello Shuttle alla verifica dei danni - risultati risibili - provocati dall'urto di un pezzo di rivestimento esterno del serbatoio, staccatosi al lancio, ed alla livellazione delle piastrelle che compongono lo scudo termico sotto la pancia, le ali e il muso dello shuttle.
Poi si è valutato se inviare per la quarta volta i due fuori per riparare un piccolo danno alla copertura termica vicino ad uno dei finestrini della cabina di pilotaggio, quindi in un punto meno esposto al calore al rientro in atmosfera. Ieri, al decimo giorno dal lancio da Cape Canaveral, il comando missione a Houston, Texas, ha deciso che non ce n'era bisogno. «Abbiamo calcolato il rischio al meglio delle nostre conoscenze e crediamo che il veicolo sia sicuro per il volo ed il rientro», ha dichiarato Wayne Hale, responsabile della missione.
La navetta Discovery è la prima a volare dopo la tragedia del Columbia, disintegratosi al rientro nell'atmosfera il primo febbraio 2003 uccidendo tutti i sette membri dell'equipaggio.