Si accartocciano 48 metri di acciaio Alla Fiera crolla il Nouvel padiglione

(...) di Genova ha cigolato come un ammasso di lamierino, poi si è ripiegato su se stesso. Appoggiato alla soletta di cemento armato che avrebbe dovuto riparare. Almeno secondo il progetto del grande architetto Jean Nouvel, secondo il disegno che avrebbe aumentato di diecimila metri quadrati il nuovo spazio espositivo genovese. Un fiore all’occhiello che si sarebbe messa volentieri anche la ministra dello Sport Giovanna Melandri, in questi giorni alla disperata scoperta della Liguria che dovrebbe rappresentare come eletta del Pd. Ieri era previsto un suo sopralluogo al gioiellino, ma poco dopo le 14.30 è arrivata la notizia dell’annullamento per «problemi tecnici al cantiere del padiglione B». A due ore e mezzo dalla visita della Melandri, l’acciaio aveva ceduto. Alle due del pomeriggio, l’inatteso colpo di scena. E quello dell’arrivo della Melandri è stato anche l’unico vero rischio corso dal pubblico. Tutta la zona è infatti inaccessibile e neppure i visitatori della Fiera Primavera, che comunque non sarebbero arrivati negli spazi espositivi vicini prima delle 15.30, sarebbero stati in qualche modo interessati dal crollo.
Il vero brivido l’hanno corso, ripensandoci anche a mente fredda, i tecnici e gli operai che lavoravano nel cantiere. Alle 14 erano in pausa, il maltempo poi impediva di andare avanti con i lavori e così nessuno si trovava sotto quell’ammasso di acciaio che si è accartocciato. Ma siccome pare assai difficile che l’inimmaginabile crollo si sia verificato per colpa di un po’ di pioggia o di vento, visto soprattutto il compito per il quale era stata costruita l’enorme trave di 48 metri, quella di ieri è stata anche una fortunata coincidenza. Nessuno presente, nessuna vittima. Una tragedia, per di più ancora in un cantiere pubblico, dopo la morte dell’operaio albanese al Galata Museo del Mare, avrebbe provocato anche pesanti polemiche.
Passata la grande paura, è stata aperta un’indagine dai vigili del fuoco per chiarire le cause del cedimento. Il maltempo non sembra inseribile nella lista dei sospetti, piuttosto è da verificare se il fatto che la trave non fosse stata ancora completata sia sufficiente a giustificarne la scarsa tenuta. Ieri pomeriggio comunque è stato temporaneamente chiuso anche il padiglione «D», vicino a quello in costruzione. Una semplice precauzione, ben presto superata, alle 16.30, con la riapertura dello spazio. Proprio questa limitazione di appena un’ora è stato l’unico disagio vissuto dai visitatori della Fiera Primavera che ieri hanno atteso un po’ di più per poter accedere al settore auto e moto. Alla Fiera del Mare gli unici segni di quanto è successo restano, per ora, la trave ripiegata e i nastri bianchi e rossi con cui i vigili del fuoco hanno transennato l’area.