Si affloscia la protesta dei giovani militanti dei centri sociali sgomberati dall’Horus

Alla fine il presidio c’è stato, ma la protesta del centro sociale Horus, sgomberato il giorno prima dalle forze dell’ordine, ha sollevato ieri più polemiche da parte degli esponenti politici del Pd e di Rifondazione che in strada. A darsi appuntamento in piazza Sempione, infatti, verso le 17 del pomeriggio sono stati non più di 70-80 giovani. «Riprendiamoci l’Horus», lo slogan scandito al megafono. «La libertà non si paga, si strappa», la scritta su uno striscione. E poi: «Guai a chi ci tocca, Roma è libera dal controllo». Sottovoce un attivista, però, confidava: «Ma come mai siamo così pochi, non dovevamo essere in un migliaio?». In piazza non si è visto neppure Tarzan, al secolo Andrea Alzetta, il capogruppo della Sinistra arcobaleno al Comune. Tantomeno hanno fatto capolino Nunzio D’Erme o altri capi storici della sinistra antagonista. A voce alta qualcuno ha sfidato la polizia, presente con un paio di blindati: «Appena ve ne andrete, torneremo dentro l’Horus». Più facile a dirsi che a farsi. Le forze dell’ordine infatti a un certo punto hanno piazzato un sistema d’allarme dentro i locali e murato tutti gli accessi. Inoltre davanti all’Horus stazionerà un camper della polizia a tempo indefinito.
«Lo sgombero dell’Horus e le dichiarazioni di Alemanno che annunciano l’apertura di una stagione di sgomberi, lanciano un segnale politico inquietante», ha dichiarato il segretario regionale del Prc Giancarlo Torricelli. «Siamo contrari e ci opporremo a una politica indiscriminata degli sgomberi senza la predisposizione di un piano - dichiarano invece il segretario romano del Pd Riccardo Milana e il capogruppo Pd in Campidoglio, Umberto Marroni -. Il rischio è quello di alimentare un clima di forti tensioni di cui la città non ha bisogno». Dal Pdl ferma e puntuale la risposta. Dal gruppo consiliare in IV Municipio è partito l’appello «a evitare una pericolosa escalation di violenza e ribadire il primato della legalità». «Probabilmente Torricelli non si rende conto che il vero segnale inquietante è la presenza di bottiglie molotov in un centro sociale - dichiara invece il consigliere regionale di An Tommaso Luzzi -. Nessuno vuole creare un clima di caccia alle streghe, ma si vogliono combattere tutti quei comportamenti inaccettabili per chi vive in una società civile».