Si aggravano le condizioni di Sharon

Peggiorano le condizioni di Ariel Sharon. I medici hanno avvertito i familiari dell’ex premier israeliano, in coma da oltre sei mesi, che il quadro clinico del loro assistito è sempre più vicino al collasso. Il peggioramento delle condizioni di Sharon - secondo alcuni specialisti - potrebbe mettere in pericolo la sua vita. Sono in corso ulteriori esami al centro medico Sheba, vicino a Tel Aviv, dove Sharon è ricoverato, per appurare quale sia la causa dell’aggravamento. L’ospedale ha diffuso un bollettino ieri affermando che l’ex leader israeliano è affetto da disfunzioni renali; inoltre è stato rilevato un deterioramento dei tessuti cerebrali. Una portavoce si è rifiutata di confermare che Sharon si trova in pericolo di vita. Due ex collaboratori di Sharon, che affermano di aver parlato con il figlio Gilad, hanno dichiarato ieri che «non c’è pericolo immediato» per la vita dell’ex premier. Di avviso contrario il dottor John Martin, un esperto cardiovascolare, e molti altri esperti di ictus e malattie cardiovascolari intervistati dalle tv israeliane. Sharon, 78 anni, è stato colpito da un ictus all’inizio di gennaio e da allora è rimasto in coma, in condizioni stabili, ma gravi.