Si allarga l’azionariato di Delmi

La municipalizzata Sel compra il 10% della controllata Aem per 225 milioni

da Milano

Nuovi arrivi in casa Delmi con l’ingresso di Sel. L’utility controllata al 93,88% dalla Provincia di Bolzano ha deciso di rilevare il 10% della holding in mano ad Aem Milano e che avrà con Edf il controllo paritetico di Edison. Per il pacchetto azionario la giunta provinciale di Bolzano ha stanziato un mutuo di 200 milioni di euro, mentre una seconda trance di 25 milioni sarà pagata nel 2006. L’obiettivo dell’utility altoatesina è quello di entrare in possesso delle centrali idroelettriche presenti sul suo territorio e di proprietà della Edison.
Nei giorni scorsi Edf e Aem hanno annunciato l’accordo per rilevare attraverso Delmi le azioni Edison in possesso di Italenergia Bis.
L’ingresso di nuovi soci in Delmi era stato anticipato nei giorni scorsi dai vertici di Aem. L’azionariato della newco è, infatti, ancora in corso di definizione per quanto riguarda i partner industriali di minoranza e i soci finanziari. Lo stesso presidente della municipalizzata milanese, Giuliano Zuccoli, aveva auspicato l’ingresso delle multiutility di Trento Enia, così come di Mediobanca, della Popolare Milano e della fondazione Crt. Il sindaco di Reggio Emilia, ha già fatto sapere che Enia, ex newco Emilia, entrerà a breve nel capitale di Delmi con il 15% grazie a un esborso di circa 330 milioni di euro. Intanto proseguono le discussioni alla Camera dei Deputati sul decreto legge che punta a scongelare i diritti di voto di società pubbliche staniere (anche se membri Ue) in società italiane. L’obiettivo è quello di sbloccare il tetto del 2% ai diritti di voto di Edf in Italenergia Bis, società nella quale la compagnia francese detiene il 18,03 per cento. Il provvedimento è già stato approvato senza modifiche dalla Commissione attività produttive, e rientra nel piano di collaborazione tra il governo italiano e quello francese nel settore energetico.
Quanto al caso Edipower, l’ex Genco Enel in mano a Edison, il presidente della Commissione, Bruno Tabacci, ha ribadito che deve essere ceduta perché «non può essere partecipata da un soggetto pubblico per una quota superiore al 30 per cento».