«Si è alleato coi nemici di una città moderna»

L’ex ministro: se vincono loro addio infrastrutture

«Per il bene della città, mi auguro che non vinca Bruno Ferrante». Detto da Letizia Moratti, candidata sindaco della Cdl, suonerebbe come una considerazione poco obiettiva. Ma le va dato atto che nasce da una semplice constatazione dei fatti: quanto accade in casa Unione parla da sé. «Gli hanno dato il cartellino giallo - afferma l’ex ministro, prendendo a prestito il gergo calcistico -. Tutta quella parte che supera il 20 per cento della coalizione, da Dario Fo ai Verdi, da Rifondazione ai Comunisti italiani, ha detto a Ferrante che deve attenersi al programma». Conseguenza: «Se sarà eletto - spiega la Moratti -, non ci sarà modernizzazione nella nostra città». Non ci saranno «le infrastrutture», e pensa in particolare «alla tangenziale est-esterna, che è fondamentale per rendere più pulita l’aria e più fluido il traffico».
Una fotografia opposta a quella della Cdl dove, assicura la candidata, «non abbiamo nessun problema sul programma. La nostra è una coalizione assolutamente compatta, ci ritroviamo sui valori di centralità alla persona, pari dignità tra pubblico e privato, modernizzazione e internazionalizzazione. Di tutto ciò c’è poca traccia nel programma di Ferrante...».
Sceglie un paragone calcistico anche il commissario cittadino di Forza Italia Maurizio Lupi, quando considera che «se Ferrante dovesse essere eletto sindaco, Milano rischia davvero di andare in serie B». Lupi condivide l’opinione della Moratti, «ha ragione quando dice che se l’ex prefetto dovesse diventare sindaco, per la nostra città non ci saranno né modernizzazione né infrastrutture. Ferrante si trova ogni giorno sotto schiaffo dei partiti della sua coalizione, non solo sulle cose da fare, ma anche su quelle già in cantiere».
Partecipando alla presentazione della lista del Nuovo Psi che correrà alle prossime comunali in suo appoggio, ieri Letizia Moratti si è detta «felice di questo supporto. Mi riconosco in questa sinistra che è riformista, attenta ai bisogni sociali con risposte concrete e che si riconosce nelle proposte, non nel dire sempre di no e nel valore del cambiamento». Il segretario nazionale del partito, Gianni De Michelis, spiega che «rispetto alla situazione specifica di Milano, per varie ragioni ci pare che la Moratti sia il candidato migliore. Già nel passato abbiamo più volte espresso un giudizio molto positivo sul modo in cui ha fatto il ministro dell’educazione nel governo Berlusconi. Quindi non vediamo ragione di cambiare posizione, a Milano meno che altrove».