Si apre Casa Milan: il paradiso del Diavolo a un passo da San Siro

Ore 17,20 di lunedì 19 maggio 2014, si apre una nuova era per il Milan 2.0 che ha inaugurato l'avveniristica sede sull'area del Portello, a un tiro di schioppo da San Siro. Una splendente Barbara Berlusconi, la longa manus di papà Silvio, con a destra l'ad rossonero Adriano Galliani, a sinistra il sindaco Giuliano Pisapia e alle spalle l'intera squadra (Seedorf compreso), ha tagliato il nastro davanti alla scalinata di «Casa Milan», felice come poche altre volte perché è stata proprio Lady B a volere fortemente e a curare in ogni dettaglio il mega palazzo che ospita tutto quanto si può volere dall'Ac Milan: quattro piani di uffici e altri due interrati, sale per riunioni, ma anche un ristorante, uno store per la vendita dei prodotti brandizzati «Casa Milan» e non solo, una biglietteria per i ticket e gli abbonamenti delle partite casalinghe e, soprattutto un museo con esposte tutte le coppe vinte dal Milan e i palloni d'oro di Van Basten, Gullit, Shevchenko e Kakà.
Erano in tanti a festeggiare l'addio alla storica sede di via Turati, con l'assessore regionale allo sport Antonio Rossi (assente però il governatore Maroni «ultrà» rossonero), tutta la crème del calcio italiano con il presidente federale Giancarlo Abete e il suo vice, il grande ex Demetrio Albertini; il presidente della Lega Pro, Mario Macalli; il Presidente della Lega di A, Maurizio Beretta e i tanti campioni che negli anni passati hanno contribuito a fare del Milan la squadra più titolata del mondo (oggi però superata dagli egiziani dell'Al Ahly), nomi che fanno emozionare ancora il popolo rossonero: Baresi, Tassotti, Superpippo Inzaghi, Filippo Galli, Massaro e tanti altri. Una grande festa insomma che si è conclusa in serata con una cena esclusiva nella «Cucina Milanello», il ristorante che si rifà alla rinomata cucina e alle prelibatezze del centro sportivo rossonero e che potrà anche essere frequentato dai tifosi. Perché da oggi tutto quello che riguarda il Milan si svolgerà nella «Casa» aperta su piazza Vittoria (o Gino Valle, ancora da decidere): presentazioni, premiazioni, interviste, visite ufficiali di delegazioni straniere, insomma un centro di potere riservato allo sport ma di rigoroso colore rossonero, come la facciata con al vertice la rappresentazione di cinque giocatori in corsa che calciano il pallone.
Fantasia al potere e un occhio al futuro perché il percorso più intrigante sarà quello del museo situato al piano terra su una superficie di 1000 metri quadrati, con cimeli storici ma anche con particolari contenuti interattivi sviluppati e realizzati grazie alla partnership instaurata tra il Milan e Google. Il club di via Aldo Rossi 8 (dimenticatevi via Turati) ha studiato dei percorsi specifici personalizzabili ed adattabili anche ai tifosi-turisti che arriveranno dall'estero e per rendere completa la visita tra cimeli e coppe sono stati realizzati contenuti esclusivi con i grandi protagonisti della storia rossonera. E anche ieri, come capita da quando Honda è arrivato in rossonero a gennaio, era presente una folta rappresentanza di giapponesi in delirio alla vista del loro biondo (ma anche criticato) idolo. Insomma, il Milan volta pagina: la sede c'è, ora mancano solo nuove vittorie e coppe.