Si arma di fucile per rivedere i figli e finisce in cella

Un pregiudicato di 31 anni per due volte nella stessa sera si presenta dall’ex compagna. Ma al secondo tentativo trova la polizia

Paola Fucilieri

Alla base di tutto una brutta storia familiare in un quartiere difficile. Uno sfiancante «tira e molla» di una coppia di conviventi con figli, bambini sballottati e sconvolti dai litigi violenti, dalle minacce, le ripicche, le botte, le rappacificazioni improvvise e passionali e il recente e brusco allontanamento dei loro genitori. Una storia che si sarebbe ripetuta chissà ancora quante volte se l’altroieri il capofamiglia non fosse finito in carcere. Le accuse per l’arresto del pregiudicato trentunenne Michele T. sono modeste: porto d'armi abusivo e detenzione illegale di cartucce. A preoccupare maggiormente sono le motivazioni delle denunce, soprattutto quella per minacce. L’uomo, infatti, l’altra sera ha cercato di intimidire la sua (ormai) ex compagna puntando un fucile contro la porta dell’abitazione dove la donna abita con i figli.
Mercoledì sera Michele T. si è recato dalla donna che vive con i suoi bambini di uno e otto anni in un palazzo di Baggio, pretendendo di vederli. Tutto questo nonostante non avesse né avvertito del suo arrivo con una telefonata e nemmeno si fosse curato dell'ora tarda: erano passate le 21 da un po’. Così ha picchiato più volte alla porta dell'abitazione, ma la donna questa volta era ben decisa a non aprirgli.
Inutile sottolineare gli insulti e le minacce che sono volati tra i due e le paure dei condomini che, già testimoni delle precedenti liti della coppia, non si azzardavano a intervenire. Una volta che Michele T. sembrava aver mollato il colpo ed essersene andato, però, la sua ex si era talmente impaurita da decidere di avvertire la polizia. Conoscendo Michele, infatti, la poveretta non era convinta che l’episodio fosse finito lì.
Quando gli uomini della «volante» sono arrivati sul posto, però, dell’uomo non c’era davvero più traccia e, visto che la tranquillità nello stabile sembrava essersi ristabilita, dopo un po’ se ne sono andati. È stato proprio allora, intorno alle 22.30, che il marito è rispuntato: prima se n’era andato, sì, ma solo per tornare più tardi. Armato di un fucile da caccia e più determinato che mai a vedere i suoi figli, come ha poi riferito alla polizia.
Con l’arma puntata verso la porta dell’appartamento della sua ex famiglia, il pregiudicato si è detto a gran voce disposto a sparare finché non gli fosse stato aperto l’uscio di casa. Stavolta la polizia, avvertita di nuovo, dopo averlo bloccato, si è recata a casa sua, un appartamento sempre in zona. Scoprendo che, oltre al fucile, risultato rubato, l’uomo deteneva anche 75 cartucce.