Si baciano al Colosseo: gay presi a sassate

Ferisce due persone e tre carabinieri. Per fermarlo i militari hanno dovuto sparargli a una gamba

da Roma

«Froci via dall’Italia, fate schifo». Le urla precedono la pioggia di sputi diretta contro Federico e Cristian, due omosessuali 28enni che stavano baciandosi lunedì notte vicino al Colosseo, nel cuore della capitale. E Roma vive un altro episodio di intolleranza omofobica.
La coppia aveva passato la serata nella vicina via di San Giovanni in Laterano, ribattezzata «Gay street» in quanto punto di ritrovo della comunità omosessuale capitolina. Poi i due si erano avviati a piedi, mano nella mano, verso il Colosseo. E lì, improvvisamente, è scattata l’aggressione. Prima gli insulti e gli sputi poi, quando Cristian e Federico si sono allontanati il gruppo, una decina di adolescenti, ha cominciato a inseguirli lanciando sassi e bottiglie. Federico ha chiamato il 113 con il suo cellulare, e dopo una mezz’oretta è arrivata una volante. Agli agenti, la coppia terrorizzata ma fortunatamente illesa ha raccontato l’accaduto e ha denunciato l’aggressione. Resa nota solo molte ore dopo, ieri pomeriggio, con un comunicato del presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo. L’associazione per la difesa dei diritti delle persone omosessuali esprime «preoccupazione» per il «clima di violenza e di intolleranza», e chiede alle istituzioni di «collaborare con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l’omofobia».
Recentemente la comunità omosessuale aveva denunciato altri due episodi di intolleranza: il 24 maggio era stato aggredito Christian Floris, conduttore di un programma sulla webradio «Deegay», e due mesi dopo una lesbica di 20 anni che lavora in un bar di Gay street era stata presa a calci e pugni al ritorno a casa.
La reazione dal Campidoglio dopo l’ultimo episodio non si è fatta attendere. «Apprendiamo con sconcerto - il commento del sindaco, Gianni Alemanno - che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay. Nell’esprimere la nostra solidarietà alle vittime di questa assurda violenza, vogliamo ribadire la piena condanna da parte dell’amministrazione capitolina e di tutta la città di Roma a ogni tipo di discriminazione». Dura la condanna dell’«intollerabile atto criminale» anche da parte di Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Campidoglio, che si augura «che gli aggressori siano al più presto identificati e assicurati alle forze dell’ordine». E a raccogliere l’invito di Marrazzo è arrivata la replica dell’assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi, che oltre alla condanna per «il grave gesto di intolleranza» ha confermato «l’impegno più volte dimostrato dall’amministrazione Alemanno per favorire la civile convivenza tra tutti i cittadini della capitale». Croppi, in particolare, ha sottolineato l’istituzione del Tavolo di coordinamento Lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans), il telefono contro l’omofobia «Gay help line» e il sostegno garantito dal Campidoglio al Gay village nell’ambito dell’Estate romana. «Tutte manifestazioni - insiste l’assessore - che rappresentano una chiara indicazione culturale in termini di crescita civile».
E mentre la direzione nazionale di Arcigay chiede un intervento del Viminale per tutelare gli omosessuali, c’è spazio per una coda al veleno, alimentata dalle dichiarazioni dell’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri che non perde l’occasione per rispolverare la recente polemica sulle dichiarazioni del sindaco sulle leggi razziali. Per l’esponente di Rifondazione, infatti, a Roma «per mesi si è fomentato un clima di intolleranza», ma «quando anche le più alte cariche dello Stato e della città di Roma inneggiano al fascismo non ci si può aspettare che questi risultati».